Omofobia: studente picchiato a scuola

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

diciottenne assalito nel cortile della scuola: un'altra vittima dell'omofobia

L’omofobia continua a mietere vittime tra i giovani italiani. E ogni volta, quando accade un episodio increscioso e si sfiora la tragedia, sembra sempre che tutto debba ricominciare da capo. L’incubo dell’intolleranza nei confronti dei più deboli non riesce a trovare fine nel nostro Paese, neanche dietro i banchi di scuola e tra le giovani generazioni. Non è passato tanto tempo dal suicidio del giovane Simone avvenuto nella Capitale lo scorso ottobre, un ventunenne stanco dell’omofobia imperante. A poco più di un mese da quella tragedia, arriva l’aggressione ad uno studente pescarese, malmenato alla luce del giorno e di fronte al portone di scuola.

UNA NORMALE MATTINATA DI SCUOLA - L’omofobia arma di nuovo una giovane mente. Sabato scorso nella città di Pescara uno studente diciottenne se l’è vista brutta proprio nel cortile della scuola. All’ingresso nell’istituto, prima dell’inizio delle lezioni, infatti è avvenuto l’incontro con un ragazzo minorenne, ex studente di quella stessa scuola. Secondo la testimonianza di Marco Lozzi, presidente dell’associazione Jonathan-Diritti in movimento che ha denunciato l’episodio, i due giovani, incontratisi poco dopo lo squillo della campanella presso il cortile dell’edificio, avrebbero “proseguito ognuno per la propria strada”.

L’AGGRESSIONE DI STAMPO OMOFOBO - Tuttavia il minorenne, non più frequentante la scuola, avrebbe in seguito aggredito alle spalle la giovane vittima, prendendola dal collo. Attaccato fisicamente e anche verbalmente con offese e frasi di stampo omofobo, il diciottenne, nel tentativo di svincolarsi dalla morsa dell’aggressore, avrebbe cercato di allontanarsi senza successo. E’ stato necessario l’intervento di altri ragazzi per dividere i due giovani ed impedire al minorenne assalitore di infierire ulteriormente sulla sua vittima, sventando così la tragedia.

LA DENUNCIA - La giovane vittima se l’è cavata, per così dire, con un’ecchimosi sullo zigomo destro e un ematoma al cuoio capelluto, ma poteva finire con conseguenze molto più gravi se non fossero intervenuti gli altri ragazzi. Presentata in Questura dal legale del ragazzo assalito una querela per lesioni volontarie, ingiuria e stalking. Infatti sembra che l’aggressore si aggirasse intorno alla scuola già da tempo, e che la vittima, nel costante terrore, fosse riuscito più volte ad evitarlo. A causa, inoltre, di varie minacce ricevute, il diciottenne, ha dichiarato il legale, era stato costretto anche a cambiare le sue quotidiane abitudini di vita. Secondo il presidente dell’associazione Jonathan-Diritti in movimento, la triste vicenda è l’ennesima da ricondurre ad una mancata campagna di informazione e sensibilizzazione al grave fenomeno dell’omofobia all’interno delle scuole. “Questo genere di aggressioni esiste per mancanza di informazione nelle scuole sul problema dell'omofobia. L'associazione, fin da quando è nata, si è messa a disposizione degli istituti scolastici della città e dei genitori per fornire un supporto in quel processo di sensibilizzazione che, oramai, non può più farsi attendere”: questa la dichiarazione di Marco Lozzi.

E tu hai mai assistito ad aggressioni di stampo omofobo?

Margherita Paolini

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