Charlie Hebdo: studenti in lite, ma scuola zitta

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

foto Charlie Hebdo e il silenzio della scuola

#JeSuisCharlieHebdo. In questi giorni non sembra di leggere altro sui social. Il 30% degli studenti ha raccontato a Skuola.net di aver fatto girare questo hashtag e anche chi non l'ha fatto è rimasto talmente colpito da parlare con gli amici dell'evento terroristico che ha visto protagonista il giornale di satira francese, come affermato da 7 ragazzi su 10. Ma in un momento in cui i giovani sono affamati di risposte, tanto da litigare con i loro compagni, che ruolo ha la scuola? Stando a quanto affermato da quasi 1 studente su 2, nessuno: i prof hanno ignorato l'argomento e se ne hanno parlato lo hanno fatto superficialmente nel 30% dei casi. È quanto avete confessato in circa 9mila a noi di Skuola.net.

VIGNETTE STRAPPATE A FAENZA - Eppure sembrate volerne parlare e lo confermano i fatti di cronaca. All'Itc "Alfredo Oriani" di Faenza uno studente ha ottenuto il permesso di appendere in classe le vignette dei fumettisti uccisi dai terroristi, ma una sua compagna musulmana non ha apprezzato il gesto e le ha strappate. Ovviamente è scoppiata la lite e questo non è l'unico episodio che ha visto scontrarsi gli studenti sul tema Charlie Hebdo proprio a scuola.

Guarda il flash mob di solidarietà verso Charlie Hebdo della Rete degli studenti

RELIGIONI DIVERSE: SCOPPIA LA LITE - 1 studente su 10 ci ha raccontato di aver discusso in questi giorni con un suo compagno a causa delle diverse fedi religiose: "Nella mia classe sono stata esclusa dopo aver criticato il commento più che inopportuno delle mie compagne di classe circa l'attentato. Loro dicevano frasi come: 'Dovevano ucciderne di più' e 'hanno pagato per aver offeso Dio'. Io sono stata offesa e insultata per la mia critica alla loro ignoranza" ci racconta una ragazza a cui fa eco un'altra storia: "Nella mia classe c'è un ragazzo musulmano e un gruppo di miei compagni lo prende spesso in giro e lo emargina per la storia di Charlie Hebdo". Un altro studente invece scrive "Frequento la terza media in un piccolo paesino e sono in classe con un ragazzo musulmano. Durante una lezione di francese abbiamo iniziato a parlare di Charlie Hebdo in modo un po' violento nei suoi confronti, poi è arrivata la prof che ha fatto regnare il silenzio assoluto".

LA SCUOLA NON PARLA - Un silenzio che il 44% dei ragazzi ha riscontrato anche da parte della sua scuola. Ma perchè gli insegnanti che dovrebbero svolgere un ruolo educativo a 360 gradi chiudono gli occhi e la bocca su fatti di attualità come questo? La risposta l'ha data proprio qualcuno di loro sul blog di Flavia Amabile de La Stampa.it: "Un prof o una maestra non possono affrontare un argomento così delicato senza esporsi personalmente. E troverà sempre una parte dei genitori che insorgerà". E questa non è l'unica spiegazione che danno: "Dobbiamo portare a termine il programma ministeriale.... Non abbiamo tempo!".

Serena Rosticci

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