Daniele Grassucci
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post di Picierno

Al Liceo Giacomo Leopardi di Recanati, un' iniziativa di partecipazione studentesca si è trasformata in un caso politico nazionale. E non solo. La vicenda ha alimentato bullismo nei confronti degli studenti promotori dell'incontro, comprese le minacce di morte. 

Al centro della bufera, le "Giornate Culturali": momenti in cui sono i ragazzi stessi a proporre temi, esperti e testimonianze per uscire dai binari dei programmi ministeriali e capire il mondo che li circonda. 

Quest’anno, però, il confronto ha varcato i confini dell’istituto, arrivando fino ai palazzi di Bruxelles: infatti l'invito rivolto ai giornalisti Vincenzo Lo Russo e Andrea Lucidi è finito tra i post su X del Vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, eletta in quota PD. Il motivo? I giornalisti lavorano per "International Reporters”, testata che in molti considerano come un organo di propaganda di Mosca

Ma gli studenti non ci stanno e hanno chiesto a Skuola.net di dare visibilità alla loro vicenda. Ed eccoci qui, senza voler entrare tuttavia nel merito della questione che lasciamo a voi giudicare. 

Il fatto e la polemica: testimonianze dal Donbass

Così ci scrive una studentessa in DM su Insta:

"Nella mia scuola, il Liceo Giacomo Leopardi di Recanati si sono svolte le giornate culturali, momenti di confronto in cui studenti, docenti ed esperti esterni tengono incontri su temi liberamente scelti. Quest'anno un nostro compagno ha invitato i giornalisti Vincenzo Lo Russo e Andrea Lucidi a raccontare la loro esperienza nel Donbass, in un normale incontro di testimonianza e informazione".

L'iniziativa però non è piaciuta a tutti: 

"Un post su X della vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno ha definito l'incontro "gravissimo", portando a richiami ufficiali."

Cercando su X abbiamo trovato il post in questione: Picierno è stata menzionata dall'utente Vladislav Maistrouk, giornalista e producer Tv, sulla questione, citando un post del gionalista Andrea Lucidi sull'incontro.

Giornalisti Filorussi? Che cos'è "International Reporters”

Il motivo per cui l'incontro ha fatto tanto rumore tra le istituzioni è l'attività dei due giornalisti per la testata "International Reports". Come si legge su un comunicato di Reporters Without Borders, organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e di stampa, il giornale sarebbe nato nel 2023, sarebbe finanziato dal Cremlino e si profilerebbe come "strumento di propaganda". 

Tuttavia la studentessa difende l'iniziativa:

grave che un incontro scolastico venga delegittimato perché non conforme a una narrazione gradita e che la scuola debba difendersi per aver favorito ascolto e confronto. Qui non si parla di propaganda, ma di libertà di informazione e pluralismo, pilastri della democrazia. Rimanere indifferenti significa accettare che qualcuno decida di cosa si può parlare".

La voce degli studenti: "Non sono stati fatti riferimenti pro-Russia"

Nel messaggio, la studentessa nega categoricamente ogni tentativo di indottrinamento:

"Durante la conferenza NON sono stati fatti riferimenti pro-Russia/pro-Putin. Si è parlato della storia OGGETTIVA del Donbass e di come un cittadino comune vive la guerra tutti i giorni. Cioè che invece il nostro Parlamento ha voluto far credere, è stato che ci sono state messe in testa informazioni pro-Russia. Ribadisco che ciò non è avvenuto, in quanto non c'è stato minimamente uno scontro politico e coloro che hanno partecipato al corso ne sono testimoni. Aggiungo anche che hanno voluto mettere in cattiva luce la nostra scuola solo perché il giornalista era filo-russo, e questo per loro non era ammissibile."

Dal caso politico al bullismo: studente vittima di minacce

Dopo qualche giorno dalla segnalazione gli studenti hanno segnalato il bullismo e le minacce, più o meno velate, nei confronti dello studente che ha organizzato l'incontro.

"La situazione purtroppo si sta evolvendo in modo preoccupante: lo studente che ha invitato i giornalisti sta subendo episodi di bullismo e minacce di morte. lo studente che ha invitato i giornalisti sta subendo episodi di bullismo e anche minacce di morte da parte di altri ragazzi della scuola. Tra i messaggi ricevuti ci sono frasi come: "Ciao [nome], ti consiglio di stare attento quando esci da scuola, tutti i giorni". Si è passati dal confronto di idee ad attacchi personali molto gravi. Pensiamo che la situazione meriti attenzione."

Studente attaccato non solo a scuola

Con l'andare del tempo, anziché sgonfiarsi la questione assume contorni sempre più preoccupanti, scrive la studentessa, che è tornata a contattarci. 

"La situazione sta degenerando in quanto quelli che dovrebbero essere "gli adulti" della situazione, stanno alimentando tutto questo. Invitare a scuola due giornalisti con opinioni diverse non può e non deve diventare un pretesto per intimidazioni personali. La scuola dovrebbe essere un luogo di confronto, dialogo e pluralismo, non uno spazio in cui uno studente viene messo sotto pressione o minacciato per scelte legate alla libertà di espressione.

Le minacce, soprattutto se provenienti da un adulto nei confronti di un ragazzo, rappresentano un comportamento inaccettabile e contrario ai principi educativi che la scuola dovrebbe tutelare. Questa situazione sta mettendo seriamente in difficoltà il nostro compagno, sia a livello personale che scolastico".

Allega quindi lo screenshot di questi post:

screenshot post X Maistrouk

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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