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Riguardo il moto di rivoluzione dei pianeti, ci ha dato molte risposte Giovanni Keplero, un matematico tedesco, nato nel 1571 a Weil der Stadt e morto nel 1630 che con le sue tre teorie, ha scritto la storia della scienza riguardo le orbite.
Intanto Keplero parte dalla teoria copernicana, considerando che è la terra che ruota attorno al sole e che il sole non si trova in centro, ma più verso un lato.
La sua prima legge dice che quando i pianeti compiono il loro moto di rivoluzione (rotazione attorno al sole) non sono sempre alla stessa distanza da esso, in quanto il sole non è al centro. I pianeti durante il loro moto di rivoluzione arrivano in un punto, detto afelio, che è il punto della loro orbita in cui sono più lontani e un altro punto che è detto perielio, che è il punto in cui i pianeti sono più vicini al sole. La seconda legge di Giovanni Keplero dice semplicemente che i pianeti durante la loro orbita attorno al sole non hanno la stessa velocità. Infatti i pianeti sono al massimo della velocità al perielio: il punto in cui sono più vicini al sole e la minima velocità all'afelio: il punto in cui sono più lontani dal sole. La terza legge di Keplero dice nient'altro che più un pianeta è distante dal sole, più ci mette a compiere la propria orbita, infatti Nettuno ci mette 165 volte la terra per compiere un giro attorno al sole.

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