Elisa Zambito
Elisa Zambito


Il settore MedTech italiano corre veloce verso il futuro, ma per chi aspira a farne parte la sfida non è più solo medica o tecnologica, bensì sistemica

Secondo il primo studio dell’Osservatorio Tech4GlobalHealth, nato dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo e l’Università Campus Bio-Medico di Roma, il 78% delle aziende della salute ha già integrato l’intelligenza artificiale nei propri prodotti. 

Nonostante questa spinta innovativa, le tecnologie faticano a entrare nei reparti a causa di barriere regolatorie, organizzative e culturali

Diventa quindi fondamentale investire in una formazione multidisciplinare che unisca competenze tecniche, capacità gestionali e visione normativa per trasformare concretamente i modelli di cura.

Indice

  1. L'Italia leader nell'innovazione: i numeri dell'IA nel MedTech
  2. Non solo tecnologia: le barriere che frenano il sistema
  3. Formazione e ricerca applicata: la ricetta per la crescita

L'Italia leader nell'innovazione: i numeri dell'IA nel MedTech

L'analisi condotta su circa 300 imprese, tra startup e PMI, fotografa un’Italia leader nell’innovazione per la salute

Oltre alla massiccia integrazione dell'IA, il 61% delle aziende opera già in fasi avanzate di sviluppo e validazione

Questo dinamismo rende il settore uno dei più vivaci d’Europa, ma evidenzia un paradosso: l’innovazione rimane spesso confinata nei laboratori o nei grandi ospedali, mentre le vere sfide della salute dei cittadini arrivano dal territorio

Per colmare questo gap, è necessario che i nuovi professionisti sappiano declinare le potenzialità dell'algoritmo in soluzioni scalabili per la sanità di prossimità.

Non solo tecnologia: le barriere che frenano il sistema

Perché l'IA fatica a raggiungere il letto del paziente? Lo studio identifica ostacoli che non sono di natura tecnologica, ma sistemica

Le imprese segnalano principalmente la complessità regolatoria (69,6%), seguita dalla carenza di risorse qualificate per le certificazioni (58,6%) e dalla difficoltà nel reperimento di fondi (57,5%). 

Chi vuole lavorare in questo ambito deve quindi comprendere che l'eccellenza tecnica deve essere supportata da una solida preparazione in materia di privacy, interoperabilità dei dati e modelli di business compatibili con il procurement pubblico.

Formazione e ricerca applicata: la ricetta per la crescita

Il report sottolinea come la chiave del successo risieda nel rafforzamento delle competenze dell’intera organizzazione sanitaria, dal top management fino ai clinici. 

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, ha ribadito l'impegno della banca nel sostenere la ricerca applicata e il talento, promuovendo l'integrazione tra mondo accademico e tessuto industriale. 

Un esempio concreto è il laboratorio coordinato dal Prof. Leandro Pecchia, accreditato come WHO Collaborating Center, che lavora con un team multidisciplinare di medici, ingegneri, economisti e filosofi per costruire ponti tra innovazione e realtà clinica.

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