
Se Miranda Priestly non fosse solo un'icona del cinema, ma una persona reale che ha dovuto scegliere il proprio piano di studi tra tasse universitarie e sessioni d'esame, quale laurea si nasconderebbe dietro quegli occhiali scuri e i cappotti impeccabili?
Nel giorno di uscita del seguel del film cult Il Diavolo Veste Prada, abbiamo immaginato iq percorsi accademici avrebbero riflettuto perfettamente le loro ambizioni (e le loro nevrosi). Ecco la nostra ricostruzione basata sulla loro personalità e sulle loro carriere.
Miranda Priestly: Storia dell'Arte

Non fatevi ingannare dal suo impero editoriale: Miranda non avrebbe avuto bisogno di studiare Business. Miranda è il business. La sua autorità incrollabile e il suo gusto enciclopedico derivano da una formazione umanistica d’élite. Una laurea in Storia dell'Arte le avrebbe fornito gli strumenti critici per comprendere che la moda non è solo vestiti, ma cultura, storia e potere. Come direbbe lei: "È tutto qui".
Andrea Sachs: Giornalismo

Per Andy, la laurea non è un pezzo di carta, ma una missione. Il suo percorso naturale sarebbe stato il Giornalismo, vissuto con un'etica ferrea. Per lei, la parola scritta è uno strumento di giustizia sociale e di analisi profonda della realtà. All'inizio del film, Andy vede la moda come qualcosa di superficiale: per lei, scrivere serve a cambiare il mondo, non a descrivere una sfumatura di ceruleo.
Emily Charlton: Fashion Management

Emily è l'essenza della moda londinese: tagliente, dedita al sacrificio estetico e profondamente inserita nel sistema. Il suo percorso ideale? Fashion Management. Il suo obiettivo è sempre stato l'industria della moda vista come macchina organizzativa. Emily sa come far girare gli ingranaggi di una testata internazionale e non ha paura di scalare la vetta, un caffè alla volta (possibilmente bollente).
Nigel Kipling: Fashion Design

Dietro ogni grande direttrice c'è un talento tecnico fuori dal comune. Nigel ha l’occhio di chi sa esattamente come si costruisce un abito. Probabilmente è arrivato a New York con una laurea in Fashion Design e grandi sogni creativi nel cassetto. Nel tempo, ha capito che il suo vero talento non era solo disegnare, ma la direzione artistica: quella capacità unica di trasformare una collezione in un’opera d’arte coerente.