
Quale futuro per l’Università dopo l'emergenza coronavirus?. Il ministro Gaetano Manfredi è alle prese con i provvedimenti per mitigare gli effetti disastrosi dello tsunami socio-economico che si è abbattuto sull'Italia e non solo negli ultimi tre mesi. Il timore, abbastanza concreto, è quello di un crollo di nuovi iscritti. Si teme infatti di perdere il 20% delle iscrizioni rispetto allo scorso anno accademico. In un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Repubblica’, Manfredi annuncia che, tra le misure del decreto Rilancio, è previsto anche l'innalzamento dell'asticella dell'Isee per l'esonero dalle tasse. La no tax area passerà quindi da 13.000 euro lordi a 20.000 euro. L'area di sconto sarà compresa tra 20.000 e 30.000 euro (prima erano previste quattro fasce tra i 15.000 e i 30.000 euro).
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Autocertificazione dello studente per la no tax area
Come si farà, in concreto, per innalzare la no tax area? La situazione economica attuale non sarà accertabile con i tempi e gli strumenti dell’Isee, pertanto sarà utilizzata l'autocertificazione per dichiarare che, nei tre mesi di emergenza, uno dei genitori ha perso il posto di lavoro o si sono ridotte le entrate delle attività familiari. Di fronte a queste dichiarazioni, lo studente potrà essere collocato nella casella "no tax" o in quella "area scontata".
Rientro in aula previsto per settembre
A settembreè prevista la riapertura degli atenei con appositi modelli organizzativi e orari volti a garantire il rispetto del distanziamento sociale. Molti però quelli che potrebbero anche decidere di affrontare il nuovo anno con la didattica mista: lezioni online alternate a lezioni in presenza, stesso concetto per gli esami. Insomma, ogni ateneo farà la sua scelta in modo autonomo., non c'è una regola generale da seguire per tutti. L'importante, ovviamente, è garantire la sicurezza di ragazzi e docenti.
Aiuti anche ai ricercatori italiani per il rientro in patria
In un’altra intervista, rilasciata questa volta al ‘Corriere dell'Università’, il Ministro Manfredi promette interventi massicci per evitare l'annosa fuga dei cervelli giovani promettenti ricercatori che, principalmente per motivi economici, si spostano all’estero lasciando vuoti posti preziosi per lo sviluppo scientifico italiano. Il Ministero intende intervenire con misure per il rientro dei ricercatori: "Stiamo valutando – afferma il Ministro – la possibilità di dare un incentivo per la chiamata di studenti e di docenti che vengono dall’estero anche eventualmente con un bonus legato a progetti di ricerca o a delle attività complementari, stiamo valutando come fare perché uno degli obiettivi è proprio quello di favorire il rientro dall’estero".