
Non solo scuola: anche le università italiane si trovano a dover far fronte al nuovo rischio di contagi da Covid-19 che nel corso delle vacanze natalizie ha raggiunto numeri record.
Il picco di Omicron deve ancora realizzarsi e gli esperti dicono che avverrà intorno alla fine di gennaio. Come verrà affrontato questo periodo dagli atenei? E gli studenti in preda alla sessione d'esame invernale come svolgeranno le prove? Il ministero ha pubblicato una nota in cui si raccomanda lo svolgimento in presenza, soprattutto in riferimento alle lezioni del prossimo semestre, ma quali provvedimenti verranno presi dalle singole università? Ecco come i singoli atenei si stanno organizzando per fronteggiare questa ondata di contagi.
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Obbligo di vaccino per i dipendenti e di Green pass per studenti
All'università si continua con la linea già tracciata nei mesi precedenti: per accedere alle strutture degli atenei nazionali, a dipendenti e docenti è stato esteso l'obbligo di vaccinazione, senza limiti di età. Per gli studenti, invece, rimane invariato l'obbligo di Green pass base, ottenibile anche tramite risultato negativo di un tampone.
Le attività, come disposto dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, dovranno essere svolte prevalentemente in presenza. Sarà possibile, altresì, utilizzare gli strumenti per attuare la didattica a distanza, al fine di garantire misure di salvaguardia per gli studenti che non dovessero riuscire a partecipare in presenza o in casi specifici in relazione al rischio epidemiologico.
Sessioni di esami e di laurea anche a distanza
Fermo restando che la linea del Governo rimane quella di favorire lo svolgimento delle attività in presenza, il ministero ha previsto che, in situazione emergenziali, gli atenei potranno prevedere lo svolgimento delle prove di esami e delle sedute di laurea da remoto, garantendo il rispetto delle specifiche esigenze formative degli studenti con disabilità e degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento.
Università: ecco come si stanno organizzando i vari atenei italiani
Agevolare lo svolgimento in presenza delle principali attività: questo il volere dell'esecutivo che, come accaduto per le scuole, ribadisce l'importanza della vita in comunità per gli studenti. Ma in situazione di emergenza, i diversi atenei italiani potranno decidere di beneficiare delle tecnologie e di svolgere sessioni di esami e anche di laurea da remoto.
E non solo: alcune università stanno già pensando allo svolgimento delle lezioni del prossimo semestre. Molte di queste sono orientata ad adottare una versione della didattica mista.
Negli atenei milanesi, ad esempio, gli esami di profitto tornano a distanza, tranne che per le prove scritte. Mentre alla Federico II di Napoli solo per gli studenti positivi al Covid, in quarantena a casa o per soggetti fragili si faranno gli esami da remoto per tutta la sessione invernale di gennaio-marzo 2022.
A Bergamo, per i primi mesi dell'anno, le attività didattiche e gli esami saranno svolte da remoto. Le attività che dovranno necessariamente svolgersi in presenza, verranno limitate da rigorosi criteri come il numero contingentato di studenti presenti in aula e sistemi di turnazione per evitare assembramenti. Anche a Sassari il rettore ha scelto la via della precauzione: esami e sedute di laurea a distanza per tutto il mese di gennaio. Consentite in presenza solo le esercitazioni di tirocinio e laboratorio.
Voce corale anche da parte degli atenei siciliani: modalità a distanza per le prove di gennaio e febbraio. Le lezioni saranno svolte secondo la modalità blended, attraverso l'uso integrato di tipologie miste di didattica.