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Se vi capitasse di assistere alla fine di una lezione in un'università in Germania, Austria o Svizzera, non aspettatevi il classico scroscio di mani. Al termine dell'intervento del docente, l'aula viene improvvisamente invasa da un rumore ritmico e sordo: nocche che battono con decisione sul legno dei banchi. 

Questo gesto, noto come Akademisches Klopfen (bussare accademico), è un pilastro dell'identità universitaria di lingua tedesca. Ma da dove nasce questa strana abitudine?

Indice

  1. Un'evoluzione storica: dalla protesta al rispetto
  2. Perché si bussa invece di applaudire?
  3. Il Galateo del "Bussare"
  4. Una tradizione che resiste

Un'evoluzione storica: dalla protesta al rispetto

Contrariamente a quanto si possa pensare, il bussare non è sempre stato un complimento. La sua storia è un esempio affascinante di come i codici sociali possano ribaltarsi nel tempo.

Nel XVIII e XIX secolo, produrre rumore con i piedi o con i bastoni (pratica nota come Austrommeln) era un modo per interrompere un professore o manifestare disappunto. Era un'alternativa al fischiare, considerato troppo volgare per l'ambiente accademico.

Con il tempo, il codice di comportamento studentesco (lo Studentischer Comment) ha trasformato questo rumore in un segnale di approvazione. Intorno alla metà del XIX secolo, il bussare è diventato ufficialmente il modo per onorare una lezione eccellente, distinguendosi nettamente dall'applauso "profano".

Perché si bussa invece di applaudire?

Esistono diverse teorie, tra il pratico e il sociologico, che spiegano questa distinzione. L'applauso tradizionale era storicamente associato al teatro, alle fiere e all'intrattenimento di massa. L'università, come luogo di alta ricerca, sentiva il bisogno di un linguaggio proprio, più sobrio e solenne.

Ma la spiegazione pratica più accreditata è quella della "mano libera". Gli studenti, impegnati a prendere appunti con carta e penna, avevano spesso una sola mano libera. Bussare con le nocche era quindi molto più immediato e comodo rispetto a dover posare la penna per applaudire.

Alcuni storici collegano il gesto all'antica usanza medievale di battere le lance o le nocche sugli scudi durante le assemblee guerriere per approvare una decisione collettiva.

Il Galateo del "Bussare"

Non si bussa a caso; esistono regole non scritte che ogni studente impara rapidamente. Bussare, innanzitutto, significa ringraziare il docente per la qualità della lezione e comunicare un messaggio chiaro: "Abbiamo recepito il contenuto, oggi abbiamo imparato qualcosa".

Un bussare breve e ritmico è la norma. Se la lezione è stata particolarmente illuminante, il rumore si fa più forte e prolungato.

C'è anche una vena ironica in questa tradizione. Il rumore improvviso e secco serve a scuotere con un sorriso chi, durante una lunga lezione teorica, potrebbe aver perso un po' di concentrazione.

Una tradizione che resiste

Mentre nel resto del mondo l'applauso è universale, nelle Hörsäle (aule magne) tedesche il legno resta il protagonista. È un rito di passaggio che unisce generazioni di studenti e professori, un modo unico per chiudere ogni lezione con un segno tangibile di stima e appartenenza.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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