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C’è chi alla laurea porta fiori, palloncini, corone d’alloro e amici pronti a urlare più forte di tutti. E poi c’è chi sceglie di vivere quel momento con tutta la solennità che merita, ricordando che una laurea non è solo un traguardo: è anche l’inizio di una nuova fase della vita.

E, come spesso accade, ogni capitolo che si apre ne lascia un altro alle spalle. In questo caso, quello dell’infanzia. 

È quello che ha fatto uno studente e fotografo, diventato virale dopo aver realizzato una serie di scatti di laurea dedicati ai giocattoli che lo hanno accompagnato da bambino.

Nelle immagini, i suoi preferiti sono schierati in fila, quasi come una piccola parata d’addio, mentre lui cammina verso il suo prossimo capitolo. Un gesto semplice, ma dal significato chiarissimo: crescere non vuol dire cancellare ciò che siamo stati, ma portarlo con sé nel momento in cui si va avanti. 

Il richiamo a Toy Story

È inevitabile pensare a Toy Story, soprattutto alla scena in cui Andy saluta i suoi giocattoli prima di iniziare una nuova fase della vita. Anche lì, il tema non è semplicemente “mettere via i giochi”.

È accettare che si cresce, che alcune cose cambiano, ma che i ricordi non spariscono solo perché non li usiamo più tutti i giorni.

Ed è forse per questo che la foto ha fatto breccia in così tante persone. Perché chi è cresciuto con certi film, certi pupazzi, certe macchinine, certi personaggi o certi oggetti sa benissimo che un giocattolo non è mai solo un giocattolo.

Può ricordarti una stanza, un pomeriggio, una persona, un periodo in cui tutto sembrava più semplice o almeno più piccolo da affrontare.

La foto del laureato con i suoi giochi in fila funziona proprio perché mette insieme due mondi che di solito teniamo separati: l’infanzia e l’età adulta. Da una parte il rito ufficiale, dall’altra gli oggetti più intimi e meno “seri” che ci hanno accompagnato quando eravamo piccoli.

La laurea come rito di passaggio

La laurea viene spesso raccontata come un traguardo. Ed è vero: ci sono esami, notti di studio, ansia, consegne, appelli, tesi da chiudere e quella sensazione stranissima di arrivare alla fine di qualcosa che per anni sembrava non finire mai.

Ma una laurea è anche un passaggio. Non chiude solo un percorso di studi: apre una fase nuova, spesso più incerta. Finisce una routine, cambiano le abitudini, cambiano le domande. E magari inizi anche a guardarti in modo diverso: non più solo studente, non ancora del tutto “adulto”, ma da qualche parte nel mezzo.

In foto ci sono tutte le versioni del ragazzo: c’è il bambino che giocava, il ragazzo che è cresciuto, la persona che sta provando a capire dove andare adesso.

Crescere non significa cancellare chi siamo stati

La cosa più bella di questa storia è che non prova a rendere la laurea “meno importante”. Al contrario, la rende più vera. Perché crescere non vuol dire per forza tagliare tutto, fare finta di essere diventati improvvisamente adulti, archiviare l’infanzia come una cosa imbarazzante.

A volte crescere significa anche riconoscere quello che ci ha portati fin lì. Le persone, certo. Ma anche gli oggetti, i giochi, le passioni, i piccoli mondi inventati che da bambini sembravano enormi.

In fondo, quei giocattoli messi in fila non sembrano dire “resta qui”. Sembrano dire: “sei pronto”. E forse è questo che ha emozionato così tanti utenti: l’idea che il passato non debba per forza trattenerti. Può anche accompagnarti fino alla porta, salutarti e lasciarti andare.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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