
Un momento di vulnerabilità fisica trasformato in un’occasione d’oro per lo sciacallaggio urbano. È quanto accaduto a uno studente romano di 29 anni, che martedì 5 maggio è stato derubato della propria borsa all’interno della stazione Termini a Roma.
Il giovane, appena sceso da un convoglio della Metro B proveniente da Ostia, è stato colto da un improvviso svenimento nella galleria della stazione.
Mentre giaceva a terra privo di sensi, qualcuno ne ha approfittato per sottrargli il computer portatile. Il danno, però, va ben oltre il valore materiale: nel dispositivo era custodita la tesi in Ingegneria Aerospaziale, frutto di mesi di dedizione.
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Il malore tra la folla e lo sciacallaggio a Termini
L’episodio si è consumato in una fascia oraria di grande affluenza, tra mezzogiorno e l’una.
Marco stava raggiungendo la madre quando un improvviso malore, accompagnato da una lieve amnesia, lo ha fatto accasciare al suolo.
In quel dedalo di corridoi attraversato ogni giorno da migliaia di persone, l’indifferenza o la malafede hanno avuto la meglio. Una volta ripresi i sensi, il ragazzo ha allertato la madre che si è precipitata sul posto trovandolo “pallido e sudato”.
Solo in quel momento è emersa l'amara realtà: la borsa a tracolla era sparita. La priorità è stata la salute del giovane, trasportato d'urgenza in ospedale e trattenuto fino a sera per accertamenti, ma il risveglio clinico è stato accompagnato dal dolore per il furto subito.
Il lavoro di una vita a rischio: l'appello della famiglia
La preoccupazione maggiore riguarda, appunto, l’elaborato finale per il conseguimento della laurea.
Dopo aver terminato gli esami a febbraio, Marco si era immerso nella scrittura della tesi con il suo relatore. “Per noi è importante quel computer perché contiene la tesi di laurea di un ragazzo che nel tempo ha fatto tanti sacrifici”, confida la madre a ‘Il Messaggero’.
Nonostante lo shock, la famiglia sta tentando la via del recupero digitale tramite i servizi in cloud, nella speranza che il lavoro non sia andato definitivamente perduto.