
A vent'anni la pensione sembra un pianeta lontanissimo, quasi fantascienza. Eppure c'è una parola che, prima o poi, finisce per intercettare tutti quelli che hanno appena finito (o stanno per finire) l'università: riscatto della laurea. Se ne parla tanto perché, in un sistema previdenziale in continua evoluzione e con finestre di uscita dal lavoro che tendono ad allungarsi, muoversi in anticipo e con strategia può fare una differenza enorme per il proprio futuro.
Ma andiamo con ordine, perché tra contributi IVS, sistema contributivo, INPS e burocrazia varia il rischio di perdersi è altissimo. In questo articolo vediamo insieme, punto per punto, cos'è il riscatto della laurea, quanto costa oggi nel 2026, chi può farlo, quando conviene davvero e come funzionano i vantaggi fiscali.
Non è un argomento "da grandi": prima lo capisci, più puoi decidere con consapevolezza cosa fare dei tuoi anni universitari. Quindi mettiti comodo, prendi un caffè (o una camomilla, se il tema pensioni ti mette un filo d'ansia) e facciamo chiarezza una volta per tutte.
Cos'è il riscatto della laurea
Partiamo dalle basi, senza dare nulla per scontato. Il riscatto della laurea è, in parole povere, la possibilità di "comprare" i contributi pensionistici relativi agli anni in cui eri sui banchi dell'università invece che al lavoro.
In pratica, quegli anni passati tra lezioni, esami e sessioni no-stop possono diventare anni di contributi validi ai fini della pensione. Non succede in automatico, sia chiaro: l'INPS non fa questo calcolo da solo. Serve una richiesta specifica da parte tua.
Cosa puoi riscattare?
-
Il corso di laurea triennale
-
La laurea magistrale o a ciclo unico
-
I diplomi universitari (di durata non inferiore a due anni)
-
Il dottorato di ricerca
Nota bene: Si può riscattare solo il periodo legale del corso di studi. Se sei andato fuori corso, quegli anni extra "non si possono comprare". Inoltre, non puoi riscattare periodi in cui stavas già lavorando e versando regolarmente i contributi.
A cosa serve concretamente? A due cose fondamentali:
-
Anticipare l'età per andare in pensione (aumentando gli anni di anzianità contributiva).
-
Aumentare l'importo dell'assegno pensionistico che riceverai un giorno.
Riscatto ordinario o agevolato: le differenze che devi conoscere
Qui arriva il primo bivio, quello che fa davvero la differenza sulle tue tasche: riscatto ordinario o riscatto agevolato?
-
Il riscatto ordinario: è il sistema classico. Il costo viene calcolato in base alla tua retribuzione attuale e all'aliquota della gestione previdenziale. Di conseguenza, più il tuo stipendio è alto, più riscattare la laurea ti costerà caro. È pensato principalmente per chi ha già una carriera avviata.
-
Il riscatto agevolato: introdotto per favorire i giovani, prevede un calcolo forfettario. Il costo non dipende da quanto guadagni, ma è fisso e agganciato al minimale contributivo di artigiani e commercianti. È accessibile a patto che gli anni di università da riscattare ricadano interamente nel sistema contributivo. Per i neolaureati questo coincide normalmente con gli anni successivi al 1° gennaio 1996; in casi particolari può riguardare anche periodi precedenti, se la pensione viene liquidata interamente con il metodo contributivo.
Quanto costa il riscatto agevolato nel 2026
Arriviamo al punto che interessa davvero a tutti: quanti soldi servono?
Per il riscatto agevolato si prende come riferimento la retribuzione convenzionale minima degli artigiani e commercianti, che viene aggiornata ogni anno dall'INPS in base all'inflazione. A questa cifra si applica l'aliquota del 33%.
Ecco i costi reali e i parametri validi per le domande presentate nel 2026:
-
Reddito minimale di riferimento: € 18.808,00
-
Aliquota IVS applicata: 33%
-
Costo per UN ANNO di riscatto: € 6.206,64
-
Costo complessivo per la laurea triennale (3 anni): € 18.619,92
-
Costo complessivo per la laurea magistrale (2 anni): € 12.413,28
Un numero che fa un certo effetto se letto a vent'anni, ma ci sono due ottime notizie:
-
L'importo può essere rateizzato fino a 120 rate mensili (10 anni) senza interessi.
-
Gode di importantissimi vantaggi fiscali (che vediamo tra poco).
A chi conviene il riscatto della laurea?
La risposta corretta è: dipende dagli obiettivi di carriera. Tuttavia, ci sono regole precise su chi può e non può accedere a questa specifica agevolazione.
Chi può richiederlo con successo:
-
Dipendenti pubblici e privati, co.co.co e iscritti alla Gestione Separata INPS: per queste categorie il riscatto agevolato è pienamente operativo.
-
Inoccupati: puoi presentare domanda anche se non hai ancora iniziato a lavorare e non sei iscritto a nessuna forma di previdenza.
Chi deve fare attenzione (liberi professionisti):
C'è un grande malinteso su questo punto. Se sei un libero professionista iscritto a una Cassa di previdenza privata autonoma (come Cassa Forense per gli avvocati, Inarcassa per ingegneri e architetti, Enpam per i medici), non puoi utilizzare il riscatto agevolato dell'INPS. Le Casse professionali hanno regole e metodi di calcolo propri e indipendenti. L'agevolato INPS si applica solo se decidi di versare quei contributi nelle gestioni INPS (ad esempio se svolgi la professione come dipendente o se sei iscritto alla Gestione Separata). In sintesi, chi è iscritto a una Cassa professionale deve verificare le regole della propria Cassa. Il riscatto agevolato INPS riguarda le gestioni INPS e non sostituisce automaticamente i meccanismi previsti da Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM e simili.
Come si fa domanda all'INPS (e il falso mito della scadenza)
Sfatiamo subito un mito che genera ansia inutile: non esiste una scadenza entro cui devi fare domanda a pena di perdere il diritto. Puoi farlo a 25 anni così come a 50.
Tuttavia, muoversi da giovani conviene per un motivo economico: il costo dell'agevolato aumenta leggermente ogni anno in base all'adeguamento all'inflazione del minimale INPS. Aspettare troppo significa semplicemente pagare un po' di più.
La domanda si presenta esclusivamente online sul sito dell'INPS attraverso il portale dedicato, accedendo con SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS. Se la burocrazia ti spaventa, puoi affidarti gratuitamente a un Patronato. Prima di inoltrare la richiesta ufficiale, sul sito dell'INPS è disponibile un simulatore gratuito che ti permette di calcolare al centesimo l'onere e l'impatto sulla tua futura pensione.
Fisco: deduzione o detrazione? La vera differenza per le tue tasche
Chiudiamo con l'aspetto più vantaggioso, ma che spesso viene spiegato male: il risparmio sulle tasse. Lo Stato incentiva il riscatto della laurea, ma il meccanismo cambia radicalmente a seconda della tua situazione lavorativa.
-
Se hai già un lavoro e paghi le tasse (sei un contribuente): Le somme versate all'INPS sono interamente deducibili dal tuo reddito imponibile. Significa che l'importo pagato per il riscatto abbassa la base su cui vengono calcolate le tue tasse (IRPEF). Se ti trovi, ad esempio, in uno scaglione IRPEF al 35%, lo Stato può ridurre l’IRPEF in misura pari all’aliquota marginale applicabile. Il costo reale si abbatte drasticamente.
-
Se sei ancora inoccupato (e sei a carico dei genitori): Se il riscatto riguarda un soggetto inoccupato fiscalmente a carico, chi sostiene la spesa può beneficiare della detrazione del 19%, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa fiscale.
Ora che hai la mappa reale e aggiornata della situazione, valuta i tuoi passi con calma. Il riscatto della laurea è un investimento a lungo termine: l'importante è decidere con i dati giusti alla mano!