
La versione definitiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che il Governo ha trasmesso nei giorni scorsi alla Commissione Europea non piace agli studenti universitari che si mostrano delusi in merito alla mancata estensione della no tax area e anche riguardo alla gestione della costruzione delle nuove case destinate agli studenti fuori sede.
Come segno di protesta gli studenti hanno organizzato una mobilitazione nazionale fissata per giovedì 13 maggio 2021 che, come si legge nel comunicato stampa di LINK Coordinamento Universitario, avrà l’obiettivo di “rivendicare l’estensione della no tax area almeno fino a un ISEE di 30.000 e un potenziamento dei servizi per il diritto allo studio, in primis sui servizi abitativi”.
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Mancata estensione della no tax area: la protesta degli universitari
Il mancato ampliamento della no tax area ha determinato una grande delusione che ha spinto le associazioni studentesche a scendere in campo per manifestare la propria protesta.
Lorenzo Morandi, Coordinatore Nazionale di LINK Coordinamento Universitario, nel comunicato stampa pubblicato dalla stessa associazione, ha infatti espresso la posizione contraria degli studenti universitari che invece speravano in un’estensione di questo provvedimento: “Il testo del PNRR licenziato da Draghi fa significativi passi indietro rispetto alla precedente bozza. È stato completamente eliminato l'ampliamento della no tax area per le tasse universitarie, e contestualmente sono stati ridotti i finanziamenti complessivi per il diritto allo studio da 900 milioni a 500 milioni. Questa scelta per noi è inaccettabile e incomprensibile allo stesso tempo, in un momento in cui stanno emergendo tutte le difficoltà economiche causate dalla pandemia a famiglie e studenti”.
Insomma la scelta di ridurre i finanziamenti destinati alle Università, non è passata inosservata da parte delle reti studentesche che giovedì 13 maggio 2021 saranno pronte a manifestare.
Residenze universitarie affidate ai privati? Gli studenti non sono d’accordo!
Per quel che riguarda gli appalti destinati alla costruzione delle nuove abitazioni dedicate agli studenti fuori sede, il Piano varato dal Governo sembra affidarne la gestione alle aziende private, sottraendone dunque di fatto il controllo alle istituzioni pubbliche.
Ovviamente una disposizione così formulata desta preoccupazione negli studenti, timorosi di vedere costi di affitto troppo sproporzionati, esclusivamente a favore interessi privati. A tale proposito, Lorenzo Morandi prosegue il suo discorso, disapprovando anche questo aspetto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: “Siamo preoccupati anche dalle indicazioni del Governo circa la costruzione di nuove residenze universitarie, dal momento che si prevede un forte ingresso dei privati nel finanziamento e nella gestione degli edifici che verranno realizzati. Crediamo che un servizio pubblico e per di più indirizzato al supporto del diritto allo studio non possa intrecciarsi con gli interessi e la ricerca di profitto dei privati”.
Guarda il video con i consigli sui 10 comportamenti da evitare per stringere amicizia all'Università: