
In Corea del Sud sta facendo molto parlare la storia di Kang Dong-woo, professore del dipartimento di chimica industriale della Chungbuk National University, che nel corso di Matematica per l’ingegneria ha chiesto ai suoi studenti di visitare un luogo famoso per i ciliegi in fiore, scattare una foto e consegnarla come compito.
L’avviso, diffuso il 25 marzo 2026, invitava gli iscritti ad approfittare della fioritura di aprile a Cheongju o nella zona in cui vivono.
Il compito: esci di casa e ammira la primavera
Nel testo dell’assegnazione il docente spiegava che l’obiettivo era aiutare studenti spesso emotivamente prosciugati dal peso degli esami, dei curriculum da costruire e dell’incertezza sul domani.
Per questo li ha invitati a prendersi almeno un giorno di pausa dallo studio per godersi la stagione. E ha aggiunto anche una regola precisa: niente foto ai ciliegi del campus o sotto casa, ma veri luoghi di fioritura, quelli che costringono a uscire davvero.
Quando il compito è finito sui social, la reazione è stata immediata.
Secondo le ricostruzioni della stampa coreana, il post ha raccolto migliaia di interazioni, arrivando intorno ai 20mila like su Instagram, con molti utenti che hanno definito il professore un vero mentore, capace di capire il disagio di una generazione sotto pressione.
A rendere la vicenda ancora più significativa è il fatto che non si sia trattato di un gesto estemporaneo. Kang ha spiegato di assegnare questo compito ogni anno dal 2021 e ha raccontato che, finora, tutti gli studenti hanno sempre consegnato le loro foto.
Studenti in burnout: il piano del prof
In un commento pubblicato il 3 aprile, il professore ha scritto di aver pensato a questa idea proprio perché vedeva ragazzi e ragazze sempre meno spensierati, appesantiti dalle preoccupazioni per il lavoro e per il futuro.
È forse questo il motivo per cui la storia ha colpito così tanto: perché parla di studio, sì, ma soprattutto di benessere. In un contesto universitario dominato da performance, scadenze e competizione, un compito che chiede di alzare lo sguardo e uscire a vedere la primavera ha assunto un valore simbolico forte. ù
Non serve “staccare” per sempre: a volte basta un giorno, o anche solo un pomeriggio, per ricordarsi che la formazione passa anche dalla capacità di restare umani.