
Mentre il mondo osserva con il fiato sospeso l’escalation di violenza in Medio Oriente, un video ci mostra il volto più crudo della guerra: quello che entra nella vita di tutti i giorni e stravolge la normalità delle persone comuni.
Protagonista è il Professor Alireza Zarei, docente di Matematica e responsabile del centro informatico presso la prestigiosa Università di Tecnologia Sharif di Teheran.
Il video, circolato rapidamente sui social media, mostra Zarei seduto davanti al suo portatile. Attorno a lui non ci sono scaffali colmi di libri o lavagne pulite, ma macerie, polvere e pareti sventrate. Nonostante il soffitto crollato e il peso del silenzio che segue un’esplosione, la voce del docente resta ferma mentre prosegue la sua lezione rivolta ai suoi studenti di dottorato.
L’attacco al "cuore" dell’ingegneria iraniana
Durante la notte tra il 5 e il 6 aprile 2026, un violento bombardamento — attribuito a un’operazione congiunta USA-Israele — ha colpito il settore nord-est di Teheran. Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco avrebbe preso di mira infrastrutture energetiche e laboratori di ricerca dell’ateneo.
L’Università Sharif non è un obiettivo qualunque: è considerata una delle migliori università al mondo per l'ingegneria civile e le scienze matematiche e, negli ultimi mesi, l’ateneo era diventato l'epicentro dei movimenti studenteschi di opposizione al regime dei Pasdaran, trasformandosi in un simbolo di lotta per i diritti civili e la libertà d'espressione.
La scelta di non fermarsi
L’impatto delle bombe avrebbe causato anche un blackout totale nella zona ma, nonostante i danni, Il prof ha scelto di tenere la lezione nel suo ufficio devastato, con il fumo che ancora aleggia tra i detriti: un messaggio potente rivolto tanto ai suoi studenti quanto alla comunità internazionale. La matematica non è più solo una materia di studio, ma un atto di resistenza civile, un modo per riprendersi la normalità all'interno dell'orrore della guerra.
Questa è la traduzione IA del discorso ripreso dal video:
"Bene, porgo i miei saluti a voi, cari studenti, e vi auguro di cuore buona salute. Chiedo a Dio Onnipotente orgoglio e onore per il nostro caro Paese, e per l'Università di Tecnologia Sharif — che è la nostra casa, il luogo con cui ci identifichiamo con orgoglio ovunque siamo — auguro crescita ed eccellenza."
"Durante la scorsa lezione di domenica, mentre parlavo degli argomenti che avremmo trattato oggi, speravo nel profondo del mio cuore di poter tenere questa sessione proprio qui in università, nel mio ufficio. Anche se non mi sembrava un desiderio facilmente realizzabile e non lo vedevo possibile, ora annuncio con orgoglio che sto tenendo questa lezione dal mio ufficio, nel Centro di Calcolo dell'università, nel Centro per le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, nel cuore pulsante della ricerca e dell'istruzione dell'ateneo."
"Quello che è successo qui l'altro giorno, a guardarlo superficialmente, potrebbe sembrare solo la distruzione di un edificio. Ma la realtà è che si è trattato di una palese e nuda inciviltà, qualcosa che può scaturire solo da una mente dell'età della pietra. Persone che si definiscono 'umane' a parole, ma che nei fatti non hanno alcuna traccia di umanità."
"Sì, se loro considerano questo comportamento come 'umanità' e noi come il contrario, sappiano che hanno solo scambiato il significato delle parole. Noi non siamo come loro. Noi abbiamo fede, abbiamo Dio, e crediamo fermamente che saremo noi i vincitori."