
Il mondo accademico italiano è scosso da una piccola rivoluzione che parte dal Ticino: l’Università di Pavia ha ufficialmente esteso la No Tax Area fino a 32.000 euro di ISEE.
Si tratta di un primato nazionale che riaccende i riflettori sulle profonde differenze di tassazione tra le città italiane. Se la legge nazionale impone infatti una soglia minima di esenzione, l'autonomia dei singoli atenei ha creato una vera e propria scacchiera di agevolazioni.
La Mappa della No Tax Area: il confronto tra le città
In Italia, il sistema di tassazione varia molto. Mentre le università private hanno ampia autonomia, gli atenei pubblici devono rispettare una soglia minima di legge fissata a 22.000 euro di ISEE. Tuttavia, ogni singola università può decidere di alzare questo limite utilizzando fondi propri o contributi ministeriali. Molti atenei hanno già intrapreso questa strada, ma Pavia è la prima a spingersi così in alto.
Secondo un articolo de Il Sole 24Ore (giugno 2025) ben 46 atenei in Italia hanno scelto di aumentare la soglia. Ecco qualche esempio:
- Pavia (Il Record): 32.000 euro
- Milano (Statale): 30.000 euro
- Napoli (Federico II): 30.000 euro
- Perugia: 30.000 euro
- Salerno: 30.000 euro
- Milano (Bicocca): 28.000 euro
- Bergamo: 28.000 euro.
- Bologna (Alma Mater): 27.000 euro
- Roma Tor Vergata: 26.000 euro
- Venezia (Ca’ Foscari): 25.000 euro
- Roma (Sapienza): 24.000 euro
- Firenze: 24.000 euro
- Napoli (L’Orientale): 24.000 euro
Il "modello Pavia": perché è una svolta?
I numeri parlano chiaro: con questa riforma, a Pavia il 45% degli studenti in corso (o fuori corso da un solo anno) non dovrà versare contributi per l'iscrizione. Attualmente, questa quota si fermava al 12%. Ma non è tutto: circa il 70% della popolazione studentesca pavese beneficerà di una riduzione delle tasse rispetto al passato. Di contro, l'aumento della retta colpirà solo una minima parte (meno del 4%), ovvero chi dichiara un ISEE superiore agli 80.000 euro.
Chi beneficia dell'esenzione?
Il diritto a rientrare nella No Tax Area non dipende dalla provenienza geografica. Che tu sia un residente o un fuorisede, il requisito fondamentale resta esclusivamente il valore ISEE (calcolato sul nucleo familiare o sulla base individuale per chi vive in autonomia).