
Una discussione familiare per motivi economici è finita in modo a dir poco rocambolesco nelle prime ore del 18 giugno.
A Bangkok, in Thailandia, un uomo di 29 anni ha lanciato la propria vettura a tutta velocità all'interno della piscina di una delle università più prestigiose del Paese, la Chulalongkorn University.
La dinamica dell'incidente al campus
Secondo quanto riferito dalla polizia locale, l'episodio è avvenuto poco prima dell'alba all'esterno del Sasapol Building, nel cuore della capitale tailandese.
Il giovane, alla guida del suo SUV crossover – una Toyota Harrier bianca –, ha fatto irruzione all'interno del campus universitario. I guardiani della sicurezza hanno tentato immediatamente di intercettarlo e fermarlo ma l'uomo, invece di decelerare, ha premuto il piede sull'acceleratore. Ha così travolto una barriera protettiva, finendo la sua corsa direttamente nella vasca della piscina.
Le immagini diffuse dai media locali mostrano il veicolo quasi completamente sommerso dall'acqua, con le portiere aperte e la parte anteriore visibilmente distrutta dall'impatto. Nonostante la gravità del volo, il 29enne è riuscito a mettersi in salvo autonomamente: è uscito dall'abitacolo e ha nuotato fino al bordo della piscina prima ancora dell'arrivo dei soccorritori. Successivamente è stato trasportato al Charoenkrung Pracharak Hospital per ricevere le cure necessarie a causa delle ferite riportate. Fortunatamente, nessun'altra persona è rimasta coinvolta o ferita nell'incidente.
Il motivo della follia: una lite per le spese dell'alloggio
Ma cosa ha spinto il giovane a compiere un gesto così estremo? Stando alle ricostruzioni della stampa tailandese, all'origine della folle corsa ci sarebbe un pesante litigio tra il ragazzo e sua madre. L'oggetto della disputa era la retta mensile per l'affitto del suo condominio, una cifra considerevole che si aggira tra i 27.000 e i 30.000 baht (circa 1.000 dollari).
Il giovane voleva che fosse la madre a farsi carico dell'intera spesa per l'alloggio legato alla sua permanenza universitaria, ma di fronte al netto rifiuto della donna la situazione è degenerata, spostandosi dalle mura domestiche alle corsie del campus.
Le autorità di polizia hanno aperto un'indagine formale per fare completa luce sui dettagli dell'accaduto e stabilire le responsabilità legali per i pesanti danni causati alle strutture dell'ateneo.