lavori criminali, 6 disoccupati su 10 accetterebbero

Va bene tutto, purchè si lavori e soprattutto si guadagni abbastanza. La pensano così più di 6 disoccupati su dieci: a rivelarlo è uno studio di Coldiretti/Ixè da cui emerge che il 61% dei senza lavoro accetterebbe un posto in un'attività dove la criminalità organizzata ha investito per riciclare il denaro e non solo: quasi uno su dieci (l’8 per cento) è pronto anche a commettere reati. In barba alla ricerca di un lavoro pulito.

TUTTO PUR DI LAVORARE - Inutile fare tanto gli schizzinosi, sembrano voler dire i disoccupati italiani, in tempi di crisi quando il lavoro manca si prende tutto quel che offre il mercato. Anche se, purtroppo, il mercato è quello nero. Il sondaggio effettuato da Coldiretti/Ixè parla chiaro: oltre 6 italiani in cerca di lavoro su 10 andrebbe a lavorare in un’azienda finanziata da attività criminali con soldi da riciclare. Non solo, c’è anche una quota dell’8% che si dice pronto a commettere lui stesso atti illeciti pur di guadagnare.

PURCHE’ SI MANGI BENE – Non solo stipendio, c’è anche chi si rivolge alla malavita anche solo per sedersi a tavola, l’importante è che si risparmi e chi si mangi bene. Dati, quelli raccolti da Coldiretti, che fanno riflettere: quasi un italiano su cinque infatti, il 18%, non avrebbe problemi a recarsi in un pizzeria, ristorante, bar o supermercato gestito o legato alla criminalità organizzata. Al 9% basta sapere che i prezzi siano convenienti, il 5% guarda invece i prodotti e li cerca di ottima qualità mentre il 4% presta attenzione solo alla comodità: se il posto è vicino casa, che importa se è gestito da criminali?

DATI SCONFORTANTI – Più della metà degli italiani ritiene che la malavita, bene o male, fornisce posti di lavoro. Un dato allarmante che si conferma nel comune pensare: il 63% ritiene infatti che in certe zone d'Italia dove c'è molta disoccupazione e povertà, la criminalità organizzata ha saputo creare opportunità di lavoro. E non solo, la maggioranza degli intervistati, il 58%, non sarebbe disposto a pagare il 20% in più per un prodotto alimentare ottenuto da terre o aziende confiscate alla mafia.

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fonte Skuola.net

ALLARME GIOVANI - “Bisogna spezzare il circolo vizioso che lega la criminalità alla crisi - ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - con interventi per favorire, soprattutto tra i più giovani, l’inserimento nel mondo del lavoro, e l’impegno delle istituzioni, della scuola e delle organizzazioni di rappresentanza per scongiurare il pericolo che legittime aspirazioni ad avere un’occupazione possano essere sfruttate per alimentare l’illegalità”.

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