
Oggi si svolge l’IMAT 2026, il test di ammissione che spalanca le porte ai corsi di laurea in lingua inglese di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria nelle università statali italiane. Più di 12.000 aspiranti medici affrontano la prova, contendendosi una quota limitata di posti in un'unica sessione da 100 minuti.
In un panorama universitario dove l'accesso in italiano è stato ristrutturato dal Semestre Filtro, l'IMAT mantiene la classica sbarra del test secco a risposta multipla. Ma quali sono le reali probabilità di successo e quanto è difficile superarlo?
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Solo uno su cinque ce la farà: la stima sui posti disponibili
Sulla base del Decreto Ministeriale n. 1005 del 6 agosto 2026, i posti complessivi riservati ai candidati UE ed equiparati sono 2.430 per Medicina e Chirurgia, 49 per Odontoiatria e 63 per Veterinaria.
Nel 2025 gli iscritti sono stati oltre 13 mila, ma c’è sempre uno scarto tra iscritti e partecipanti effettivi, che sono stati 12.839 (nel 2024 erano 10.864).
Considerando la presenza media di oltre 12.000 partecipanti effettivi, le proiezioni indicano che circa il 20% dei candidati riuscirà a conquistare un banco, considerando sia gli accessi diretti sia i successivi scorrimenti.
In termini pratici, soltanto un candidato su cinque supererà la selezione. La presenza di numerosi concorrenti internazionali e la necessità di padroneggiare il lessico scientifico in inglese rendono la graduatoria serratissima, dove anche la frazione di un punto può fare la differenza.
Date e scadenze: come funzionano risultati e scorrimenti
I risultati non saranno immediati e richiederanno una breve attesa. L'8 ottobre 2026 il CINECA renderà noti i punteggi anonimi abbinati al codice etichetta su Universitaly, mentre dal 19 ottobre ogni candidato potrà visionare la propria prova nell'area personale.
La tappa decisiva è fissata per il 26 ottobre 2026, giorno di pubblicazione della graduatoria nazionale nominativa. Chi risulterà "Assegnato" avrà 4 giorni di tempo per immatricolarsi, mentre i candidati "Prenotati" potranno scegliere se immatricolarsi subito o attendere i passaggi successivi.
Il primo scorrimento ufficiale partirà il 3 novembre 2026: una fase importante in cui la graduatoria tende a muoversi a seguito delle rinunce di chi opta per atenei privati o università estere.
Il piano B: cosa fare se non si entra al primo colpo
Un eventuale esito negativo non preclude la possibilità di proseguire il percorso accademico in ambito medico.
Tra le alternative più immediate figurano i test d'ingresso per i corsi di Medicina in inglese delle università private (come Cattolica, Humanitas, San Raffaele, UniCamillus e Campus Bio-Medico), che gestiscono selezioni indipendenti dal circuito IMAT. Un'altra opzione consiste nell'iscrizione a corsi di laurea scientifici affini – tra cui Biotecnologie, Scienze Biologiche, Farmacia o Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.
Questo consente di affrontare insegnamenti con programmi sovrapponibili, acquisire crediti utili per un futuro riconoscimento e prepararsi in modo mirato per riprovare l'IMAT l'anno successivo.