
Nel 2020, nel mondo risultavano circa 113 studentesse universitarie ogni 100 studenti.
La fotografia globale, che confronta il rapporto tra iscritte e iscritti all'università Paese per Paese, racconta un ribaltamento storico: per gran parte del Novecento l'istruzione superiore è stata un ambito quasi esclusivamente maschile. Il sorpasso delle donne, però, non è uniforme: esistono Paesi, a partire dall'Afghanistan, dove il rapporto resta ancora fortemente sbilanciato a favore degli uomini.
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Le studentesse sono 113 ogni 100 studenti nel mondo
Il gender gap università a livello globale racconta ormai una realtà rovesciata rispetto al passato. Le donne hanno raggiunto una sostanziale parità con gli uomini nell'istruzione terziaria intorno al 2000, dopo decenni di accesso limitato a scuole secondarie e università.
Da allora il vantaggio femminile non ha più smesso di crescere. Nel 2020 il rapporto globale segnava circa 113 donne iscritte all'università ogni 100 uomini, stando ai dati forniti dal World Bank - Gender Parity Index.
Le studentesse superano gli studenti nella maggior parte dei Paesi per cui esistono dati, con il vantaggio più marcato in Europa, nelle Americhe e nei Paesi più ricchi. Il caso limite è il Qatar, dove la mappa indica un rapporto di 1,79 donne per ogni uomo all'università, il valore più alto tra quelli segnalati.

Gli uomini prevalgono in Afghanistan e in parte dell'Africa subsahariana
Il divario di genere resta comunque una questione fortemente geografica. La mappa individua l'Afghanistan come il caso più estremo nella direzione opposta: il rapporto segnato è 1:0, cioè un'iscrizione universitaria femminile praticamente assente rispetto a quella maschile.
Al di fuori di questo caso limite, i divari a favore degli uomini restano concentrati soprattutto in alcune aree dell'Africa subsahariana. Sono le uniche zone del pianeta in cui, secondo la mappa, gli studenti uomini continuano a superare numericamente le studentesse.
Va precisato cosa misura esattamente questa mappa: l'indicatore utilizzato è l'indice di parità di genere, che confronta i tassi lordi di iscrizione all'istruzione terziaria di donne e uomini, non il numero totale grezzo di studenti. È una differenza tecnica ma importante, perché racconta la proporzione tra chi si iscrive rispetto alla popolazione di riferimento, non semplicemente quante persone siedono nelle aule universitarie di ciascun Paese.