sport politecnico torino

Allenarsi, correre o praticare uno sport potrebbe presto pesare sulla carriera universitaria non soltanto in termini di benessere, ma anche di CFU. È questa la direzione scelta dal Politecnico di Torino, che vuole portare l’attività fisica sempre più dentro il percorso formativo dei suoi studenti.

Il punto di partenza è un numero che, secondo il rettore Stefano Corgnati, lascia ampio spazio di miglioramento: appena il 13,5% degli iscritti al Politecnico pratica sport in maniera continuativa, una percentuale che l’Ateneo punta addirittura a raddoppiare.

Per riuscirci, l’idea è riconoscere formalmente il tempo e la disciplina dedicati allo sport attraverso crediti formativi universitari.

Chiaramente non significa che basterà andare in palestra per cancellare Analisi 1 dal piano di studi. Il progetto annunciato dal rettore guarda soprattutto ai crediti liberi o a scelta, mentre modalità e requisiti dovranno essere definiti nel dettaglio.

Indice

  1. Sport e CFU: cosa vuole fare il Politecnico di Torino
  2. Perché il Politecnico vuole spingere gli studenti a fare più sport
  3. Al Politecnico lo sport può già dare fino a 6 CFU

Sport e CFU: cosa vuole fare il Politecnico di Torino

Come riportato da La Stampa, l’obiettivo annunciato da Corgnati è piuttosto netto: considerare lo sport una vera attività formativa e, di conseguenza, riconoscergli un peso all’interno della carriera universitaria.

Il principio è che allenarsi con continuità non rappresenti semplicemente un passatempo da svolgere fuori dalle aule. La pratica sportiva richiede organizzazione, costanza, disciplina e capacità di gestire obiettivi e risultati: caratteristiche che, nella visione dell’Ateneo, fanno parte della crescita complessiva di uno studente.

Per questo il rettore ha spiegato che i crediti potrebbero essere individuati tra quelli “liberi” previsti nei diversi percorsi di studio. Non quindi al posto degli esami fondamentali della propria laurea, ma all’interno di quella parte del piano di studi che lascia allo studente una maggiore libertà di scelta.

Perché il Politecnico vuole spingere gli studenti a fare più sport

Dietro alla decisione c’è soprattutto quel 13,5%: la quota di studenti del Politecnico che, secondo i dati indicati dal rettore, pratica attività sportiva con continuità.

Corgnati ha spiegato di voler arrivare almeno al doppio, quindi attorno al 27% degli iscritti. L’idea parte dalla convinzione che l’università non debba limitarsi a formare competenze tecniche, ma debba contribuire anche alla crescita personale e al benessere degli studenti.

Lo stesso rettore ha sintetizzato il concetto spiegando che l’attività fisica non deve essere trattata come qualcosa di accessorio alla vita universitaria. In questa prospettiva, attribuire dei CFU serve anche a mandare un messaggio molto concreto: il tempo dedicato con serietà allo sport ha un valore formativo.

E il tema sarà centrale anche nella vita dell’Ateneo: il Politecnico ha annunciato che l’inaugurazione dell’anno accademico prevista per il 20 novembre 2026 sarà dedicata proprio allo sport.

Al Politecnico lo sport può già dare fino a 6 CFU

In realtà, sport e crediti universitari al Politecnico di Torino non sono completamente estranei.

Le regole già previste per l’anno accademico 2026/2027 permettono di richiedere il riconoscimento di attività sportiva agonistica certificata nell’ambito dei crediti a scelta del proprio piano di studi.

In alcuni corsi è possibile ottenere fino a un massimo complessivo di 6 CFU, una sola volta nell’intera carriera universitaria. I crediti riconosciuti per queste attività vengono registrati senza un voto, ma con il semplice superamento.

La vera novità annunciata da Corgnati, quindi, sarebbe fare un passo ulteriore: non concentrarsi esclusivamente sugli atleti agonisti, ma riconoscere il valore anche dell’attività fisica praticata in maniera continuativa dalla comunità studentesca.

Sui criteri precisi, sul numero di CFU e sulle attività che potranno essere ammesse serviranno però le regole attuative dell’Ateneo.

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