
Quindici minuti. Tanto è bastato per fare la differenza tra la vita e la morte.
Elena Grassi, studentessa universitaria di Ancona al terzo anno di Tecniche di Radiologia Medica, il 4 marzo si trovava alla fermata del bus di Sesto San Giovanni, a nord di Milano, quando si è ritrovata nel posto giusto al momento giusto.
Un autobus fermo con le porte aperte, il conducente che chiedeva ad alta voce se ci fosse un medico o un infermiere a bordo. Nessuno si faceva avanti. Elena, invece, non ha esitato nemmeno un istante.
Ha praticato il massaggio cardiaco per circa quindici minuti a una donna di 65 anni colpita da arresto cardiaco, seguendo le indicazioni degli operatori del 118 al telefono, insieme a un altro ragazzo che si è unito a lei nel frattempo.
Quando l'ambulanza è arrivata, la donna era ancora viva. È stata trasportata all'ospedale San Raffaele di Milano.
Un corso può salvare una vita
Elena non ha improvvisato. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare le aveva imparate durante i corsi BLSD - percorsi di formazione che insegnano come intervenire in caso di arresto cardiaco e come usare il defibrillatore. Conoscenze che, quel martedì mattina, hanno salvato una vita.
La proposta dell'Ambrogino d'oro
Il gesto non è passato inosservato.
L'ospedale San Raffaele le ha inviato i ringraziamenti attraverso un video, ma è andata anche oltre: Alberto Zangrillo, clinical Chief Officer della struttura, ha pubblicato sui social un post con una proposta diretta: "Conferite ad Elena l'Ambrogino d'oro" condividendo l'articolo del Resto del Carlino che raccontava la vicenda.
L'Ambrogino è il massimo riconoscimento civico milanese.
La vicenda: cosa è successo
Nell'area metropolitana di Milano si registrano in media almeno otto arresti cardiaci extra-ospedalieri al giorno.
Da circa sei mesi il San Raffaele ha attivato un Cardiac Arrest Center - un reparto specializzato dedicato alla cura e alla rianimazione dei pazienti colpiti da arresto cardiaco, con tecnologie avanzate - all'interno dell'Unità di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva cardio-toraco-vascolare diretta dallo stesso Zangrillo.
Elena viene da Recanati. Studiava radiologia. E quasi per caso, una mattina a una fermata del bus, ha fatto quello che molti non avrebbero saputo - o osato - fare.