
Anche le università italiane, come probabilmente quelle della maggior parte di Paesi del mondo in questo momento, hanno avviato la didattica online per permettere la prosecuzione della seconda parte dell’anno accademico. Dopo la fine della sessione invernale infatti, gli atenei hanno dovuto fare i conti con l’emergenza sanitaria che ha imposto la sospensione delle lezioni e ha stabilito diffusamente modalità di formazione a distanza per tutti i corsi di laurea e di specializzazione. Ma le frontiere della didattica universitaria a distanza non si sono limitate certo alla mera erogazione di lezioni online: quel che fino a poco tempo fa appariva come qualcosa di fantascientifico come sostenere sedute di laurea interamente online è diventata oggi qualcosa di normale. Tanti i ragazzi che in questi giorni hanno infatti discusso la tesi di laurea comodamente da casa, collegati con la commissione attraverso una piattaforma telematica.
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Verso la sessione estiva: come si organizzano le università
Se dunque anche le lauree in questo periodo di emergenza procedono attraverso modalità digitali, non stupisce che anche eventuali prove in itinere o esoneri normalmente previsti dai singoli insegnamenti, possano essere svolti online, a discrezione sempre del singolo docente.
Quel che sembra certo è che, indipendentemente da quando si tornerà alla vita normale, la sessione estiva non sembra essere a rischio di annullamento o slittamento in quanto, attraverso le molteplici piattaforme digitali, i docenti hanno garantito la prosecuzione delle lezioni e quindi la preparazione degli studenti in vista dei prossimi esami.
È importante sottolineare che, in mancanza di linee guida assolute, ogni università si organizza autonomamente in base ai propri mezzi e alle proprie possibilità, ciascuna però seguendo un comune obiettivo, ovvero quello di non compromettere o ritardare la carriera universitaria di ogni studente.
Proprio per questo, alcuni atenei stanno già pensando alla possibilità di svolgere esami in modalità telematica qualora l’emergenza non si arrestasse e prolungasse quindi il necessario ricorso a strumenti telematici.
Inoltre, in alcuni atenei costretti alla chiusura prima del termine della scorsa sessione invernale, come quello di Padova ad esempio, gli appelli rimasti sospesi saranno recuperati a giugno o nelle sessioni successive.