
Il lento ma progressivo aumento dei contagi preoccupa l'Italia e non solo. L'avvertimento dell'OMS circa la possibilità di un europeo su due di contagiarsi con Omicron ha di fatto procurato un nuovo allarme. E mentre la pressione ospedaliera continua a crescere in più di metà del Paese, con molte regioni che sono già in zona gialla, il passaggio alla zona arancione non è più un'eventualità così remota. Gran parte del nord è infatti in ginocchio a causa della diffusione del contagio, Liguria e Lombardia su tutti; ma non solo, anche il sud non se la passa meglio con Sicilia e Calabria ormai prossime al passaggio in arancione.
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Quando scatta la zona arancione?
A livello nazionale la situazione degli ospedali è in progressivo peggioramento:aumentano i posti letto occupati in terapia intensiva e nei reparti ordinari. La zona arancione è quindi dietro l'angolo, e il passaggio dipende essenzialmente da tre fattori: un'incidenza superiore ai 150 casi per 100mila abitanti, aver superato la soglia del 30% di posti letto occupati nei reparti ordinari e aver superato la soglia del 20% dei posti letto occupati in terapia intensiva.
Quali sono le regioni a rischio
Secondo gli ultimi dati “Agenas”, da lunedì 17 gennaio, al nord a rischiare la zona arancione sono il Piemonte, che ha già superato entrambi i parametri riguardanti i posti letto (Ti al 24% e ricoveri al 33%); la Liguria, che oltrepassa la soglia dei ricoveri (38%) mentre è al limite per le rianimazioni(20%), mentre in Valle D'Aosta, dove i ricoveri si attestano intorno al 54%, le terapie intensive sono appena sotto la soglia massima (18%); così come il Friuli Venezia Giulia che presenta un 28% di ricoveri e un 21% di terapie intensive. Al sud, la Sicilia ha già sforato il limite massimo di ricoveri con un 32% di posti letto occupati, e con un 20% di terapie intensive. Aumentano invece i ricoveri ordinari in Calabria, ormai al 38%, e anche qui le terapie intensive sono quasi ormai sature (20%).
Cosa sta accadendo nelle altre Regioni
Ci sono poi delle Regioni che hanno già sforato il limite dei ricoveri ma non delle terapie intensive: è il caso della Lombardia. Con un 31% di ricoveri e un 17% di terapie intensive, il Presidente della Regione, Attilio Fontana, lascia intendere che la zona arancione è vicina anche se una delle ultime mosse della Regione potrebbe essere quella di chiedere al Ministero della Salute di non conteggiare come ricoveri dovuti al Covid i pazienti ospedalizzati per altre patologie e poi risultati positivi.
Ci sono inoltre altre due Regioni che presentano valori oltre il limite delle terapie intensive, ma dovrebbero momentaneamente salvarsi dal cambio colore grazie ai numeri dei ricoveri, ancora sotto la soglia: si tratta della Provincia Autonoma di Trento (24% ricoveri, 31% terapie intensive) e del Lazio (25% ricoveri, 21% terapie intensive).
Le regole della zona arancione
Come disposto dall'ultima normativa, le restrizioni della zona arancione non condizionano chi possiede il super Green Pass, ovvero chi si è sottoposto alla vaccinazione o è guarito dal Covid. La questione cambia, invece, per chi non è in possesso del Green Pass, ovvero per chi non si è sottoposto nemmeno al tampone, e ovviamente per i non vaccinati. Chi è sprovvisto di Green Pass potrà recarsi in altri Comuni o Regioni solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non disponibili nel proprio comune di residenza(sempre con obbligo di autocertificazione). Restano invece consentiti, invece, gli spostamenti da comuni di massimo 5mila abitanti, verso altri comuni in un raggio di 30 km. Nei giorni festivi e prefestivi sarà vietato l'ingresso nei centri commerciali, ad eccezione di edicole, farmacie, alimentari e tabacchi.
Le Regioni in zona bianca e gialla
Al momento sono solo sei le Regioni in zona bianca, si tratta di Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Sono invece in zona gialla, anche se molte sono ormai prossime al cambio fascia, l'Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano.