met gala 2026
Fonte foto: SkySport

Il Met Gala 2026 è stato un’occasione d’oro per fare quello che molti studenti conoscono bene in questo periodo: ripassare storia dell’arte in vista della Maturità.

Il tema della serata era “Fashion is Art”, dress code scelto per accompagnare “Costume Art”, la mostra del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art dedicata al rapporto tra moda, corpo e rappresentazione artistica.

Tradotto: gli invitati hanno trasformato il red carpet in una specie di museo vivente, indossando abiti ispirati a quadri, statue e immagini entrate nella storia.

Da Van Gogh alla Venere di Milo, da Klimt a Madame X, il risultato è stato un ripasso decisamente meno noioso del solito: invece di sfogliare il manuale, bastava guardare i look e provare a indovinare l’opera di riferimento. Perché sì, anche un red carpet può diventare una lezione di storia dell’arte.

Indice

  1. Charli xcx e gli “Iris” di Van Gogh
  2. Madame X: il quadro più citato della serata
  3. Kylie Jenner e Chase Infiniti come Venere di Milo
  4. Kendall Jenner e la Nike di Samotracia
  5. Klimt: oro, fiori e ritratti da museo
  6. Angela Bassett e “Girl in Pink Dress”
  7. Rachel Zegler e Lady Jane Grey
  8. Ben Platt e Seurat
  9. Ashley Graham e la statua di Hestia

Charli xcx e gli “Iris” di Van Gogh

Tra i riferimenti più chiari c’è stato quello di Charli xcx, arrivata in Saint Laurent con un abito in seta, tulle e resina decorato da un motivo floreale ispirato agli iris. Il rimando è a “Irises” di Vincent van Gogh, ma anche alla collezione primavera-estate 1988 di Yves Saint Laurent, che aveva già omaggiato il pittore olandese.

Qui il riferimento non era solo “metto dei fiori e via”: l’iris diventa il ponte tra pittura, moda e memoria della maison. Una citazione colta, ma abbastanza immediata da far scattare subito il confronto opera-look.

Madame X: il quadro più citato della serata

Se c’è un’opera che ha vinto il premio “più presente sul red carpet”, quella è probabilmente “Portrait of Madame X” di John Singer Sargent. Il quadro del 1884, famoso anche per lo scandalo provocato dalla spallina cadente dell’abito, è stato ripreso da più invitate.

Rosie Huntington-Whiteley ha scelto una versione raffinata e sensuale del riferimento, con un abito Burberry disegnato da Daniel Lee: una silhouette essenziale, elegante, costruita proprio intorno all’idea di sicurezza e controllo che il ritratto trasmette.

Anche Julianne Moore è stata collegata a “Madame X”, con un look Bottega Veneta che puntava più sull’eleganza senza tempo che sulla teatralità.

E poi c’è Lauren Sánchez Bezos, che ha ripreso il lato più “scandaloso” del quadro: la spallina scivolata, il dettaglio che all’epoca fece discutere e che oggi diventa citazione da red carpet.

Kylie Jenner e Chase Infiniti come Venere di Milo

La scultura classica è stata un’altra grande protagonista. Kylie Jenner, in Schiaparelli, ha citato la Venere di Milo, una delle statue più famose della storia dell’arte. Il bustier color nudo e la gonna dall’effetto “non finito” trasformavano il corpo in una specie di scultura in movimento.

Sempre alla Venere di Milo si è ispirata anche Chase Infiniti, al suo debutto al Met Gala, con un abito Thom Browne in trompe-l’œil. Qui il lavoro era quasi da illusione ottica: oltre 1,5 milioni di paillettes e più di 600 colori per imitare pennellate e dare all’abito un effetto scultoreo.

Kendall Jenner e la Nike di Samotracia

Restando nella scultura antica, Kendall Jenner ha guardato alla Nike di Samotracia, o Winged Victory of Samothrace, con un abito GapStudio by Zac Posen. Il look riprendeva le linee morbide e drappeggiate della statua conservata al Louvre, trasformando il panneggio classico in una silhouette contemporanea.

In pratica: meno “travestimento da dea”, più traduzione moderna di una forma che conosciamo da secoli.

Klimt: oro, fiori e ritratti da museo

Anche Gustav Klimt è entrato nella chat del Met Gala. Gracie Abrams, in un abito Chanel dorato e barocco, è stata associata al “Portrait of Adele Bloch-Bauer I”, uno dei quadri più celebri della fase aurea dell’artista. Oro, decorazione, opulenza: il riferimento era praticamente scritto nella texture del look.

Hunter Schafer, invece, ha portato sul red carpet un’altra citazione klimtiana: il suo look Prada, tra fiori e dettagli bianchi, richiamava “Mäda Primavesi”, ritratto del 1912 in cui Klimt unisce eleganza, decorazione e presenza scenica.

Angela Bassett e “Girl in Pink Dress”

Tra i riferimenti più interessanti c’è anche quello di Angela Bassett, in Prabal Gurung. Il suo abito era ispirato a “Girl in Pink Dress” di Laura Wheeler Waring, artista legata all’Harlem Renaissance.

Un riferimento meno scontato rispetto ai “soliti” nomi da manuale, ma proprio per questo più forte: porta sul red carpet una storia artistica spesso meno citata, ma fondamentale.

Rachel Zegler e Lady Jane Grey

Rachel Zegler ha scelto invece un riferimento drammatico: “The Execution of Lady Jane Grey” di Paul Delaroche. Secondo Elle, il look includeva anche un elemento performativo, con la benda sugli occhi a richiamare direttamente la scena del dipinto.

Qui il Met Gala diventa quasi teatro: non solo un abito ispirato a un quadro, ma una posa, un’atmosfera, un momento narrativo portato sul tappeto.

Ben Platt e Seurat

Per Ben Platt, il riferimento individuato è stato “A Sunday Afternoon on the Island of La Grande Jatte” di Georges Seurat. Un’opera perfetta per il tema, perché già di suo ragiona su composizione, figure, spazio e colore.

Tradotta in abito, diventa un modo per portare l’Impressionismo e il puntinismo dentro un contesto ultra-pop.

Ashley Graham e la statua di Hestia

Ashley Graham, in Di Petsa, è stata accostata a una statua di Hestia, divinità greca del focolare. Il riferimento rientra nella grande tendenza “corpo classico” che ha attraversato tutta la serata: drappeggi, panneggi, silhouette fluide e abiti pensati per sembrare scolpiti più che cuciti.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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