tsunami cagnolina salvataggio terremoto venezuela

Tra le immagini più forti arrivate dal Venezuela dopo il devastante terremoto di giugno ce n’è una che ha iniziato a circolare ovunque: una border collie con la pettorina da soccorso, il muso coperto di polvere e il passo sicuro tra le macerie.

Si chiama Tsunami ed è diventata uno dei simboli delle operazioni di ricerca dei sopravvissuti rimasti intrappolati sotto gli edifici crollati.

Secondo diverse ricostruzioni, Tsunami avrebbe contribuito a individuare decine di persone sotto le macerie.

Alcune testate internazionali parlano di quasi 100 salvataggi, contando persone localizzate, segnalazioni utili ai soccorritori o interventi svolti insieme all’intera squadra cinofila.

Indice

  1. Il fiuto che guida i soccorritori
  2. Una cagnolina salvata dall’abbandono
  3. Il valore dei cani da soccorso

Il fiuto che guida i soccorritori

Tsunami lavora accanto al suo conduttore, Jorge Beens, fondatore del centro venezuelano K-SAR ECID, specializzato nella formazione di unità cinofile per interventi in caso di disastri.

Il suo compito è cercare tracce di vita dove l’occhio umano non arriva: sotto cemento, polvere, lamiere e strutture instabili. Nei primi giorni dopo un sisma, quando ogni ora può fare la differenza, i cani da ricerca sono fondamentali perché riescono a intercettare odori umani anche in condizioni estreme.

Uno degli interventi più raccontati è avvenuto a San Bernardino, Caracas, dove Tsunami avrebbe segnalato la presenza di un uomo rimasto intrappolato tra le macerie.

Da quella segnalazione è partito il lavoro dei soccorritori, che sono riusciti a raggiungere la persona sepolta

Una cagnolina salvata dall’abbandono

La storia di Tsunami colpisce anche per quello che c’è prima della pettorina da soccorso. Prima di diventare una specialista nella ricerca di persone disperse, era stata recuperata da una situazione di abbandono e maltrattamenti.

Dopo essere stata salvata, è iniziato il percorso di addestramento con Jorge Beens, che ha riconosciuto in lei le qualità necessarie per questo tipo di lavoro: intelligenza, resistenza, concentrazione e una grande capacità di muoversi in ambienti difficili.

Negli anni Tsunami ha partecipato anche ad altre missioni complesse. Come segnala Reuters, infatti, il suo impiego dopo il terremoto in Turchia e Siria del 2023 e in emergenze venezuelane come Las Tejerías ed El Castaño, eventi che hanno contribuito a formare la sua esperienza sul campo.

Per questo il terremoto in Venezuela è stato raccontato anche come una delle ultime grandi missioni della sua carriera.

Il valore dei cani da soccorso

La storia di Tsunami ricorda quanto siano preziose le unità cinofile nei disastri. Droni, sensori e macchinari possono aiutare, ma in molti scenari il fiuto di un cane addestrato resta insostituibile.

Un cane da ricerca riesce a muoversi tra zone strette, percepire odori debolissimi e segnalare ai soccorritori punti in cui concentrare gli scavi, riducendo tempi e rischi.

Per lavorare in contesti simili non basta l’istinto. Servono anni di addestramento, un rapporto fortissimo con il conduttore e una preparazione specifica per affrontare rumori, superfici instabili, odori confusi e situazioni di stress.

Ogni segnalazione può orientare una squadra intera, ogni minuto può trasformarsi in una possibilità di salvezza.

GenZ o Millennials? Mamma e figlia si sfidano a colpi di ASFALTATE

In questa puntata del vodcast Skill Factor Daniele Grassucci dialoga con l'attrice e creator Angelica Massera e sua figlia Martina. Un confronto schietto e divertente che smonta alcuni cliché

Guarda il video