
Allontanarsi subito dalle finestre, raggiungere una stanza interna ai piani più bassi e proteggere testa e collo: sono alcune delle azioni più efficaci da compiere quando una tromba d’aria si avvicina.
Se si è all’aperto, invece, la priorità è trovare rapidamente un edificio solido. Restare a filmare il vortice, cercare riparo sotto una tettoia o provare a superarlo in auto può esporre a un pericolo ancora maggiore.
I danni, infatti, non dipendono solamente dalla forza del vento, ma anche da vetri, tegole, rami e altri oggetti trasformati in proiettili. Ma perché questi fenomeni sembrano comparire così spesso durante l’estate? Vediamo allora cos'è una tromba d'aria, come si forma e cosa fare in caso di pericolo.
Indice
Che cos’è una tromba d’aria?
La tromba d’aria, chiamata anche tornado, è una colonna d’aria in forte rotazione che collega la base di una nube temporalesca al terreno. Il vortice non è sempre completamente visibile: a renderlo riconoscibile possono essere la condensa, la polvere e i detriti sollevati dal suolo.
Quando lo stesso fenomeno si sviluppa sopra il mare o un lago, viene comunemente chiamato tromba marina.
Non tutte le raffiche violente sono però trombe d’aria. Durante un temporale può verificarsi anche un downburst, cioè una massa d’aria fredda che precipita verso il terreno e poi si espande in orizzontale.
In questo caso il vento procede soprattutto in linea retta, mentre nel tornado ruota attorno a un centro. I downburst sono più frequenti e possono produrre danni su aree più estese.
Perché sono favorite dal caldo estivo?
Il caldo accumulato dal terreno rende gli strati più bassi dell’atmosfera caldi e spesso ricchi di umidità. Quest’aria tende a salire rapidamente e, incontrando aria più fredda in quota, può generare nubi temporalesche molto sviluppate.
In pratica, l’atmosfera si comporta come una pentola che ha immagazzinato energia: basta l’arrivo di aria più fresca o di una perturbazione per far partire forti correnti ascensionali.
In Italia le trombe d’aria sulla terraferma risultano infatti più frequenti tra la fine della primavera e l’estate, soprattutto quando aria fredda in quota scorre sopra un suolo molto caldo.
Il caldo, comunque, non basta. Perché si sviluppi un tornado servono anche una forte instabilità atmosferica, molta umidità e variazioni nella direzione o nella velocità del vento alle diverse quote, il cosiddetto wind shear. Quest’ultimo può mettere in rotazione l’aria e favorire la nascita di particolari temporali rotanti.
Sulle coste il periodo più delicato può estendersi fino alla fine dell’estate e all’autunno. Il mare, dopo mesi di caldo, continua infatti a trasferire calore e umidità all’atmosfera.
Alcuni studi del Cnr hanno osservato che le trombe marine più intense in diverse zone italiane si sviluppano spesso sopra acque più calde rispetto alla media.
Come capire se il tempo sta peggiorando
Prevedere il punto e il momento esatti in cui nascerà una tromba d’aria è molto difficile. È però possibile sapere se l’atmosfera è favorevole a temporali intensi controllando le allerte ufficiali, i bollettini regionali e le immagini dei radar meteorologici.
La piattaforma Radar-DPC, per esempio, mostra precipitazioni, fulmini e altri fenomeni osservati quasi in tempo reale.
Un cielo che diventa rapidamente scuro, tuoni vicini, grandine e improvvise raffiche di vento sono segnali da non sottovalutare. Non indicano necessariamente la formazione di un tornado, ma suggeriscono che è il momento di interrompere le attività all’aperto e trovare un riparo.
Cosa fare se arriva una tromba d’aria
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Dentro un edificio: raggiungi una stanza piccola e interna ai piani più bassi, come un corridoio o un bagno senza finestre. Stai lontano da vetri, porte esterne e pareti perimetrali. Non salire in mansarda: il tetto è una delle parti più esposte. Proteggi testa e collo con le braccia, un cuscino, una coperta pesante o, quando disponibile, un casco.
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All’aperto: entra nel primo edificio resistente disponibile. Evita alberi, pali, cartelloni, gazebo e strutture leggere. Se non esiste alcun riparo, raggiungi un avvallamento lontano da veicoli e alberi, abbassati e copriti la testa.
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In auto: non cercare di inseguire il vortice o di superarlo. Fermati appena possibile e cerca rifugio in un edificio solido. Non sostare sotto ponti e cavalcavia: possono aumentare l’esposizione al vento e ai detriti. Se le raffiche ti hanno già raggiunto e non puoi uscire in sicurezza, resta con la cintura allacciata, abbassa la testa sotto il livello dei finestrini e proteggila con le braccia o con un indumento pesante.
La regola più importante resta una: non aspettare di vedere chiaramente l’imbuto per metterti al sicuro. Le trombe d’aria possono svilupparsi rapidamente e, in alcuni casi, essere nascoste dalla pioggia: meglio agire appena il temporale si fa più violento.