
Quante volte avete sentito dire "se mi controlla il telefono è perché mi ama davvero"? O "se è geloso così, vuol dire che ci tiene"? Frasi che possono essere il segnale di essere dentro una relazione sentimentale "tossica". E che non riguardano solo gli adulti ma che, al contrario, girano spesso e volentieri tra i ragazzi, a scuola, nelle chat di classe, nei commenti sotto i reel.
Da qui parte una proposta che sta facendo discutere: portare Temptation Island a scuola, non come modello di intrattenimento ma come materiale didattico vero e proprio.
L'idea arriva da Enrico Galiano, insegnante e scrittore friulano, che in un recente intervento ha lanciato questa provocazione destinata a far discutere prof, genitori e naturalmente studenti: usare il reality di Canale 5 per fare educazione affettiva e sentimentale in classe, per insegnare a riconoscere le relazioni tossiche prima che diventino un problema serio.
Non si tratta, percio, di guardare le puntate del programma per ridere dei protagonisti o commentare i falò di confronto. L'obiettivo, secondo Galiano, è ben altro: usare quello che succede nel programma come specchio per parlare di gelosia, controllo, possesso e manipolazione. Argomenti che riguardano da vicino ragazze e ragazzi, dentro e fuori dal contesto scolastico.
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Le dinamiche da riconoscere
Nel suo intervento, Enrico Galiano è entra anche nel dettaglio citando alcune scene tipiche del reality, quelle che milioni di spettatori guardano ogni estate senza troppo interrogarsi su cosa raccontino davvero. Tra gli esempi che il professore ha messo sul tavolo ci sono:
- Uomini che minacciano altri uomini solo perché si sono avvicinati alla "loro" donna, come se una persona potesse essere di proprietà di qualcun altro;
- Donne che controllano le chat del compagno, presentando questa pratica come normale gestione della coppia;
- Protagonisti che giustificano urla, scenate e comportamenti umilianti con la formula "io sono fatto così", trasformando di fatto un problema in un tratto caratteriale da accettare.
Sono dinamiche che, viste da fuori e calate nel format televisivo, un po' fanno sorridere. Ma se ci si pensa bene, assomigliano tantissimo a certi meccanismi che scattano anche fuori dallo schermo: nelle chat di gruppo, nelle relazioni tra coetanei, nei rapporti che si costruiscono online prima ancora che dal vivo.
La proposta di Galiano, allora, prende una forma precisa: premere pausa proprio nel momento in cui una di queste dinamiche diventa riconoscibile, e chiedere alla classe di ragionarci sopra, insieme: Cosa sta succedendo in quella scena? Chi decide per chi? Dove finisce la paura di perdere una persona e dove inizia invece il bisogno di controllarla e possederla?
Perché Temptation Island somiglia alla realtà
Il punto centrale del ragionamento di Galiano è che Temptation Island non è così lontano dalla realtà quanto vorremmo credere. Il programma, infatti, mette in scena, amplificandole per lo spettacolo televisivo, dinamiche che in forma più sottile esistono già nelle relazioni di tutti i giorni.
Ecco perché, secondo il docente, ignorare il reality o liquidarlo semplicemente come "trash" sarebbe un'occasione persa. La scuola potrebbe invece smontarlo pezzo per pezzo, usandolo come caso di studio per insegnare a distinguere:
- Un conflitto da una prevaricazione;
- Una discussione da una manipolazione;
- La cura dal controllo;
- La passione dal possesso.
Distinzioni che sembrano ovvie sulla carta, ma che nella vita reale spesso si confondono, soprattutto quando si è dentro una relazione e non riesci a guardarla dall'esterno. Guardare quelle stesse dinamiche in tv, con un minimo di distanza critica, potrebbe aiutare a riconoscerle più facilmente anche nella propria vita.
I dati sostengono la proposta
A supportare la proposta, inoltre, ci sono i dati. Secondo un'indagine Istat del 2025, il 29,1% delle ragazze e dei ragazzi italiani considera ancora la gelosia un modo per dimostrare amore. Pensando non sia un campanello d'allarme ma quasi una prova dell'affetto provato.
E la questione diventa ancora più preoccupante se si guarda alla fascia più giovane: tra i maschi di 14-16 anni, la percentuale di chi la pensa così sale al 41,3%. Praticamente uno su due, in quella fascia d'età, pensa che essere gelosi sia normale, se non addirittura desiderabile in una relazione.
Il boom di ascolti di Temptation Island
C'è un altro elemento, poi, che rafforza la proposta: il successo del programma. La nuova edizione di Temptation Island, partita il 24 giugno su Canale 5 con la conduzione di Filippo Bisciglia, ha debuttato con 3.569.000 spettatori e il 27,6% di share.
Ancora più significativa è l'audience relativa al pubblico giovane. Secondo le stime, la prima puntata avrebbe registrato una media del 55,6% di share tra i 15-19enni e del 47,74% nella fascia 15-34 anni: praticamente un ragazzo su due, tra quelli davanti alla tv in quella fascia oraria, stava guardando proprio Temptation Island.
Numeri che, secondo Galiano, dimostrano una cosa semplice: se milioni di giovani guardano già questo programma ogni estate, ignorarlo a scuola significherebbe perdere un'occasione enorme per parlare di temi che li riguardano da vicino, partendo da qualcosa che conoscono già bene.