Notifiche già accese al risveglio, lezioni, studio, lavoro e una lista di cose da fare che si allunga prima ancora di cominciare: lo stress mentale può diventare una presenza così abituale da non farci più caso. Per gestire meglio la tensione possono aiutare anche piccoli gesti quotidiani, senza stravolgere le proprie abitudini.
E quale occasione migliore della Giornata internazionale contro lo stress per ripassare le indicazioni di istituzioni sanitarie come l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Respirazione, movimento, pause dallo smartphone e un metodo per organizzare gli impegni sono strumenti alla portata di chiunque, che però hanno dei limiti precisi.
Indice
Come calmarsi quando sale lo stress: la respirazione lenta
Quando sei sotto pressione, il respiro tende a diventare più rapido e superficiale. È una delle risposte dell'organismo alle situazioni percepite come difficili o minacciose.
Per questo uno dei rimedi più semplici è dedicare qualche minuto alla respirazione lenta e regolare. Il National Health Service (NHS), il servizio sanitario pubblico britannico, propone un esercizio che si può fare praticamente ovunque: seduti alla scrivania, sdraiati sul letto o durante una pausa.
Il procedimento è questo: ti metti comodo, inspiri delicatamente dal naso e lasci uscire l'aria dalla bocca, senza forzare. Se ti aiuta, puoi contare lentamente fino a cinque mentre inspiri e ripetere il conteggio mentre espiri.
L'indicazione dell'NHS è andare avanti per almeno cinque minuti, seguendo il proprio ritmo. Facendolo con regolarità, diventa più facile riconoscere in anticipo i segnali del corpo e reagire con più calma.
Meglio essere chiari sui limiti. La respirazione lenta può ridurre la tensione del momento, mentre le cause dello stress restano dove sono.
Testa piena? Una passeggiata come primo passo
Con la testa piena di pensieri, la tentazione è restare incollati al computer per smaltire tutto il più in fretta possibile. Eppure muoversi può essere uno dei modi più efficaci per interrompere la spirale.
Secondo l'OMS, fare attività fisica con regolarità può contribuire a ridurre lo stress e a migliorare il benessere generale. L'NHS aggiunge un altro elemento: il movimento può attenuare l'intensità emotiva dello stress, aiutando ad affrontare i problemi con più lucidità.
Spoiler: la palestra o uno sport impegnativo sono facoltativi. Per cominciare, puoi fare una passeggiata, un giro in bicicletta oppure muoverti per qualche minuto durante una pausa.
Il gesto pratico è semplice. Se studi da ore o lavori senza interruzioni, alzati e fai due passi: quello che ti preoccupa resta lì, ma potresti tornare ai tuoi impegni con una prospettiva diversa.
Smartphone e social: quando staccare dalle notifiche
Messaggi, email, video, aggiornamenti: lo smartphone tiene connessi in ogni momento, e può rendere più difficile ritagliarsi un po' di tranquillità. A pesare è soprattutto il consumo continuo di contenuti negativi o preoccupanti, che può aumentare la sensazione di stress.
I Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l'agenzia statunitense per la salute pubblica, consigliano di prendersi delle pause da notizie e social network quando diventano fonte di tensione. L'idea è stabilire dei confini, senza rinunciare alla tecnologia.
In pratica, puoi disattivare le notifiche non urgenti mentre studi, evitare di controllare i social a ogni pausa o riservare alcuni momenti della giornata ad attività lontane dallo schermo.
Un accorgimento in più riguarda la sera: ridurre l'uso dello smartphone prima di dormire può essere utile, soprattutto se le notifiche disturbano il riposo. Il punto è evitare che ogni minuto libero venga riempito in automatico da nuovi stimoli.
Troppe cose da fare: dividere i compiti in piccoli passi
Un'interrogazione da preparare, una consegna in arrivo, un esame difficile e altri impegni che si accumulano. A volte, oltre alla quantità di cose da fare, a generare stress è la sensazione di non sapere da dove cominciare.
Per uscire dal blocco, l'NHS consiglia di suddividere i compiti più impegnativi in attività semplici da gestire. Il metodo vale per lo studio, ma anche per il lavoro e gli impegni personali.
Facciamo un esempio. Al posto di una voce generica come "studiare tutto il programma", sulla lista funzionano meglio obiettivi concreti: leggere un capitolo, preparare uno schema, ripassare un argomento.
Avere un piano aiuta anche a distinguere ciò che richiede attenzione subito da ciò che può aspettare, pur senza poter controllare ogni imprevisto. E portare a termine un piccolo obiettivo alla volta rende meno opprimente anche un'attività lunga o complessa.
Stress che diventa abitudine: quando chiedere aiuto
Lo stress, di per sé, è una risposta naturale dell'organismo alle situazioni che chiedono attenzione, adattamento o uno sforzo particolare. Può servire, per esempio, a reagire in fretta davanti a un imprevisto o a concentrarsi su una scadenza importante.
Il problema arriva quando la tensione si prolunga e il corpo fatica a recuperare, al punto che anche nel momento del riposo spegnere i pensieri diventa difficile. Il sonno, la concentrazione e il benessere psicologico sono tra gli aspetti della salute che lo stress cronico può contribuire a peggiorare, secondo i CDC.
È l'invito della Settimana internazionale per la consapevolezza dello stress, promossa dal 2 al 6 novembre 2026: riconoscere i segnali di sovraccarico e individuare strategie per affrontarli.
Tra le strategie raccomandate c'è anche mantenere relazioni sociali significative. Per paura di disturbare, di sembrare deboli o di non essere capiti, può capitare di tenersi tutto dentro.
Secondo l'OMS, parlare delle proprie preoccupazioni con amici, familiari o persone di fiducia può migliorare il benessere emotivo. L'altra persona può anche non avere la soluzione: a volte condividere una difficoltà basta a guardarla da un'altra prospettiva.
C'è poi un limite da tenere presente: non tutto lo stress si risolve con qualche buona abitudine. A volte bisogna intervenire sulle condizioni di studio, lavoro o vita che lo provocano.
Se lo stress diventa persistente e compromette il sonno, la concentrazione o la vita di tutti i giorni, la strada è rivolgersi a un professionista sanitario o della salute mentale. Le strategie di autoaiuto restano utili, ma in quei casi a fare la differenza è un percorso di supporto.