foto sparatoria russia
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Era un ex studente diplomatosi quattro anni fa che improvvisamente è entrato nella sua scuola ed ha iniziato ad aprire il fuoco. Questo è quello che sappiamo del diciannovenne che questa mattina in un istituto di Kazan, città russa sulle rive del Volga a 700 km da Mosca, ha ucciso ben 11 persone con oltre 30 persone ferite tra cui ben 18 bambini in terapia intensiva.
Al momento le notizie su quanto accaduto in Russia sono molto confuse e a tratti contraddittorie così come le motivazioni dietro una simile strage forse opera di due ragazzi. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con le fonti che abbiamo a disposizione.

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    Intorno alle 9:20 locali l’ex studente è entrato nella scuola sparando quasi all’impazzata e diversi sono stati i momenti di panico e di terrore descritti dai vari testimoni oculari che in queste ore continuano ad aggiungere alla vicenda particolari drammatici. Tra questi Dilyara Samigullina, che stava passando davanti all’edificio scolastico al momento della sparatoria, ha raccontato alla Tass di aver visto “diversi ragazzi” buttarsi giù dal terzo piano per sfuggire al loro carnefice. Novaya Gazeta scrive che due di loro sarebbero morti proprio in seguito alla caduta. Un altro testimone – secondo quando riferito da Kommersant – ha invece detto di aver udito “un’esplosione” in concomitanza con la sparatoria. Gli studenti inoltre sono stati evacuati negli asili vicini, dove sono poi stati recuperati dalle famiglie.
    Tanti sono gli interrogativi ancora aperti sull’accaduto: in precedenza i diversi media russi avevano parlato di un secondo complice ucciso dalla polizia, ma il governatore della regione russa del Tatarstan in cui si trova Kazan, Rustam Minnikhanov, ha invece spiegato che l’attacco è stato opera di una sola persona: “Il terrorista è stato arrestato, ha 19 anni. Un’arma da fuoco è registrata a suo nome. Non sono stati accertati altri complici, un’indagine è in corso”.

    Chi è l’attentatore

    L'autore della strage è stato identificato dalla polizia: si chiamerebbe Ilnaz Galyaviev e in un video diffuso dai media russi ha ribadito di “aver sempre odiato tutti” e, in evidente stato di alterazione, rispondendo alle domande degli investigatori ha detto di essersi reso conto nel corso dell’estate scorsa “di essere un Dio”.
    Galyaviev sostiene anche di non avere genitori perché "la donna che mi ha dato alla luce non è una madre". Non sappiamo se queste frasi siano dovute allo stato di alterazione mentale dopo il gesto appena compiuto ma, da quando si apprende, l’ex alunno della scuola, dove oggi ha aperto il fuoco, attualmente risulta essere studente al college da dove però è stato espulso ad aprile per i debiti accademici accumulati perché da gennaio non si presentava alle lezioni.

    Il cordoglio del presidente Putin e il precedente in Crimea

    Vladimir Putin ha espresso per l’accaduto le sue “profonde condoglianze” ai genitori delle vittime e ha disposto un giro di vite nell’uso delle armi da parte dei civili perché, secondo quando si è appreso nelle ultime ore, il 19enne autore della strage pare che abbia ricevuto l’arma, registrata a suo nome, verso fine aprile. Le stesse restrizioni erano già state ordinate da Putin dopo una tragedia analoga in una scuola di Kerch, in Crimea, il 17 ottobre del 2018.
    L’autore in questo caso era stato uno studente diciottenne che frequentava il quarto anno dell'Istituto politecnico di Kerch, un certo Vladislav Roslyakov, che aveva ucciso ben venti persone ferendone quaranta. Lo studente in questione si faceva chiamare “Reich”, e ossessionato dall’omonimo serial killer, nonostante era descritto come uno studente modello molto riservato, aveva anche confezionato in casa degli esplosivi utilizzati poi durante la strage prima di togliersi la vita.
    Vladislav aveva già anticipato ad un suo compagno che “gli sarebbe piaciuto uccidere tutti e poi sé stesso”, così come ha fatto nella realtà. Inoltre, aveva ottenuto pochi giorni prima la licenza per la caccia e il relativo porto d'armi. Proprio per questo prima della strage aveva acquistato un fucile da caccia e 150 proiettili, anche se l'età minima per l'acquisto di armi in Russia è 21 anni.
    Nonostante il Cremlino, così come oggi, aveva anticipato l'introduzione di misure efficaci per minimizzare il rischio del ripetersi di episodi, ecco avvenuta l’ennesima strage costata la vita, fino a questo momento, a 11 persone.

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    Paolo Di Falco

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