Sorelle bagnine
Fonte: Corriere della Sera

Hanno venti e ventiquattro anni, studiano criminologia e psicologia, ma durante l'estate si trasformano negli angeli custodi delle spiagge laziali. 

Talia e Andrea Piscitelli sono le due sorelle bagnine protagoniste di un drammatico doppio salvataggio a Marina di Ardea. Affrontando un mare molto mosso e correnti insidiose, le due ragazze hanno strappato alla morte un uomo di cinquant'anni e una sua parente, andando oltre i limiti fisici e l'iniziale incomprensione dei passanti.

Indice

  1. L'allarme e il primo salvataggio tra le onde
  2. Il fischietto d'emergenza e l'aiuto provvidenziale
  3. La rianimazione, l'arrivo dei soccorsi e lo sfogo

L'allarme e il primo salvataggio tra le onde

Come riporta il 'Corriere della Sera', la giornata di lavoro nello stabilimento di famiglia, l'"Ultima Spiaggia", è stata interrotta dalle grida provenienti dalla vicina spiaggia libera

Talia Piscitelli, ventenne aspirante criminologa, non ha esitato un istante. "Alcune persone mi hanno chiamato per dirmi che c’era un bambino che urlava. Ho pensato che fosse lui a essere in difficoltà, invece era un cinquantenne che annaspava a una sessantina di metri dalla riva", racconta la ragazza. 

In quel tratto l'acqua è profonda e il mare mosso nascondeva il gravissimo rischio di buche. Dopo essersi tuffata e aver raggiunto l'uomo a nuoto, l'addestramento e la freddezza hanno fatto la differenza: "Per fortuna non si è fatto prendere dal panico e sono riuscita ad afferrarlo per portarlo a riva".

Il fischietto d'emergenza e l'aiuto provvidenziale

Ma il pericolo non era affatto cessato. Mentre Talia metteva in sicurezza l'uomo, dalla spiaggia le persone continuavano a gridare indicando una seconda bagnante in balia dei cavalloni: una donna di mezza età, parente del primo soccorso. "Ho subito realizzato che non avrei mai potuto raggiungerla, nonostante mi urlassero di sbrigarmi", confessa Talia. 

Evitando di compiere un gesto avventato che l'avrebbe potuta trasformare in una vittima, ha sfruttato il fischietto di allerta. Tre segnali acustici secchi per chiamare i rinforzi. A cogliere la richiesta d'aiuto è stata la sorella maggiore Andrea, studentessa ventiquattrenne di Psicologia

Sebbene fosse fuori servizio e stesse lavorando al bar, Andrea si è lanciata in acqua aiutata da alcuni ragazzi. Non appena il cinquantenne è stato al sicuro, anche Talia si è tuffata di nuovo per completare il drammatico doppio intervento.

La rianimazione, l'arrivo dei soccorsi e lo sfogo

Le condizioni della donna appena trascinata a riva erano molto critiche. "Era priva di sensi, gli occhi aperti e la schiuma alla bocca", ricordano le due sorelle. Immediatamente, le giovani bagnine hanno iniziato le manovre di primo soccorso, praticando due cicli di compressioni toraciche e supportando la respirazione con il pallone Ambu. 

Lo stress per l'estrema gravità della situazione ha causato anche lo svenimento di una ragazzina di quattordici anni, subito soccorsa. Sulla spiaggia di Marina di Ardea è scattata una vera e propria maxi-emergenza che ha visto intervenire il 118, i carabinieri e la Capitaneria di porto, con un dispiegamento di tre ambulanze e due eliambulanze.

La tensione accumulata in quegli attimi interminabili si è sciolta solo alla fine. "All’inizio ci sono rimasta male perché dalla riva non capivano che da sola in quelle condizioni non avrei mai potuto soccorrere entrambi e che non stavo perdendo tempo come pensavano loro", ammette Talia. 

Dopo che i bagnanti si sono resi conto della situazione, avvicinandosi mortificati per scusarsi, la ventenne ha ceduto a un pianto liberatorio

Il merito del loro coraggio, sottolineano con orgoglio, va alla loro rigorosa formazione: "Io e mia sorella sappiamo come ci si comporta, dobbiamo ringraziare gli insegnamenti di nostro padre". 

L'appello conclusivo delle due ragazze è un monito rivolto a chi frequenta il mare, invitando tutti a non farsi prendere dal panico e a rispettare sempre in maniera rigorosa le direttive degli assistenti bagnanti.

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