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Fonte foto: Gazzetta dello Sport

Il prossimo impegno in calendario è sulla terra battuta di Madrid, ma la testa è già rivolta verso Roma e Parigi. Dopo aver vinto il Masters 1000 di Montecarlo - primo grande titolo in carriera sulla terra rossa - Jannik Sinner non ha ancora sciolto le riserve sulla sua partecipazione al Madrid Open.

Resta dunque in bilico la presenza del fuoriclasse altoatesino alla Caja Mágica, dove il torneo è in programma dal 22 aprile al 3 maggio.

Indice

  1. La striscia positiva dura da 17 incontri
  2. Cosa succede al ranking se Sinner salta Madrid
  3. La priorità è Roma e Parigi

La striscia positiva dura da 17 incontri

"È stato tutto piuttosto frenetico, quindi ora sarà bello avere qualche giorno di riposo, lontano dai campi. Mi prenderò due o tre giorni di riposo, poi valuterò con il mio team se andare a Madrid o no", ha spiegato il 24enne di San Candido dopo la vittoria in finale sul rivale Carlos Alcaraz per 7-6 6-3 sul campo centrale del Country Club monegasco.

Una prudenza comprensibile, quella di Sinner, considerato il tour de force cui si è sottoposto nelle ultime settimane: 17 incontri consecutivi tutti vinti - perdendo nel complesso un solo set - nel giro di 36 giorni, con in mezzo anche il viaggio dagli Stati Uniti all'Europa e il cambio di superficie dal cemento alla terra rossa.

Un rendimento straordinario, ma che inevitabilmente impone cautela in vista degli appuntamenti che contano davvero.

Cosa succede al ranking se Sinner salta Madrid

Al termine del Masters 1000 di Montecarlo, Sinner guida la classifica ATP con 13.350 punti, mentre Alcaraz è secondo a quota 13.240: un gap minimo di appena 110 punti. 

Un vantaggio che potrebbe già evaporare la settimana prossima: lo spagnolo, impegnato nell'ATP 500 di Barcellona dove difende la finale (330 punti), potrebbe effettuare il contro-sorpasso in caso di titolo nel torneo catalano, e si presenterebbe così come prima testa di serie a Madrid.

Quanto al torneo spagnolo, va detto che per Sinner la posta in gioco è doppia: non solo in ottica punti, ma anche in chiave strategica.

Madrid rappresenta un'opportunità ghiotta per entrambi i contendenti, visto che nessuno dei due ha preso parte all'edizione 2025 e che il torneo offre dunque la possibilità di guadagnare potenzialmente 1.000 punti senza nulla da difendere.

Se Sinner decidesse di rinunciare, il numero 1 rimarrebbe invariato nella sua sostanza - almeno fino a Roma - ma perderebbe un'occasione preziosa per costruire margine prima delle settimane più calde.

L'importanza di Madrid è ancora più evidente guardando al calendario successivo: Alcaraz dovrà difendere 3.000 punti tra Roma e Parigi, dove trionfò in entrambe le edizioni del 2025, mentre Sinner ne ha 1.950 in bilico tra le due finali raggiunte.

Arrivare alla capitale italiana con un piccolo gruzzolo di punti in più potrebbe fare la differenza.

La priorità è Roma e Parigi

La logica che guida le scelte di Sinner è chiara: meglio rinunciare a Madrid e presentarsi nelle migliori condizioni fisiche ai due appuntamenti davvero decisivi della stagione su terra.

Lo stesso altoatesino, nel post-partita monegasco, aveva già indicato la rotta: "Siamo venuti qui cercando di giocare più partite possibile, per avere un buon riscontro in vista dei prossimi grandi tornei". Roma e Parigi, appunto.

Nel frattempo, con il titolo di Montecarlo Sinner è entrato nella ristretta cerchia dei tennisti ad aver vinto quattro titoli consecutivi tra Masters 1000 e Slam, insieme a Novak Djokovic e Rafael Nadal - un dato che la dice lunga sul momento di forma dell'azzurro, ma che rende anche ancora più comprensibile la volontà di non bruciarsi prima del tempo.

La risposta sulla Caja Mágica arriverà nei prossimi giorni. E con essa, molto probabilmente, si chiarirà anche il primo vero scenario della battaglia per il numero 1.

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