simon smith investito da un bus

Esistono video che sfidano le leggi della fisica e altri che sfidano la comprensione umana. Quello di Simon Smith, l'uomo di 53 anni che nel 2017 è stato travolto da un autobus a due piani nel centro di Reading, in Inghilterra, appartiene a entrambe le categorie.

Le immagini catturate dalle telecamere di sicurezza di Gun Street sembrano l'incipit di un film d’azione finito male: un autobus viola della Reading Buses perde il controllo, invade il marciapiede e centra in pieno Smith, scaraventandolo in avanti per circa sei metri tra polvere e detriti.

Qualsiasi persona normale avrebbe passato i successivi dieci minuti a riconsiderare il proprio concetto di mortalità; Simon, invece, ha deciso semplicemente di varcare le soglie del Pub di zona.

Indice

  1. La dinamica: "Scusi, passa di qui il 17?"
  2. Shock o resilienza?
  3. L'ironia della sopravvivenza e la realtà dietro al video

La dinamica: "Scusi, passa di qui il 17?"

Il video mostra l'impatto violento: Simon viene colpito alla schiena, vola letteralmente via e finisce a terra. Ma è ciò che accade tre secondi dopo l'impatto a essere diventato leggenda. Smith si rialza, si dà una ripulita alla giacca con la noncuranza di chi ha appena inciampato in un tappeto e cammina dritto verso l'ingresso del Purple Turtle, il pub locale.

Nessun pianto, nessuna ricerca frenetica di testimoni. Solo un uomo con una missione: raggiungere il bancone.

Shock o resilienza?

In psicologia, la resilienza è la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, riorganizzando positivamente la propria vita. In termini metallurgici, è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza spezzarsi.

Simon Smith sembra aver incarnato entrambe le definizioni in un colpo solo. Nonostante abbia riportato contusioni e ferite, sembra ben poca cosa rispetto alla violenza dell'impatto. La sua reazione poi mostra i pilastri fondamentali di questa virtù, continuando ciò che stava facendo come se niente fosse. 

Rimane però forte il dubbio che, al di là delle narrazioni social, ciò che vediamo nel video sia più probabilmente un uomo sotto shock che non avuto il tempo di elaborare realmente cosa sia successo.

L'ironia della sopravvivenza e la realtà dietro al video

C'è un velo di ironia tipicamente britannica in tutta la faccenda. Mentre il conducente dell'autobus veniva poi condannato per guida pericolosa, Simon Smith diventava il volto del motto "Keep Calm and Carry On".

La sua reazione ha fatto il giro del mondo: Simon ha poi dichiarato di essere stato fortunato a essere vivo, ma il suo ingresso al pub resta il più epico della storia di Reading. Anche se la verità dietro il video virale può risultare un po' diversa.

Infatti, in una intervista, Simon ha raccontato che, dopo essere stato in banca, stava semplicemente tornando a casa. E allora perché il pub? Eccolo spiegato: "È piuttosto divertente che tutti pensino che io sia entrato per farmi una pinta. In realtà cercavo solo un rifugio. Tuttavia, una volta dimesso dall'ospedale dopo i controlli, una birra me la sono bevuta davvero" ha detto a The Sun.  

"Mi sento molto fortunato ad essere vivo", ha dichiarato. "In un altro giorno avrei potuto essere lì a camminare con mia moglie e mio figlio di cinque anni. Mi traumatizza pensare che sarei potuto morire e che al mio posto avrebbero potuto esserci loro. Sono grato di essere qui, perché tecnicamente non dovrei esserci".

 

 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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