Illustrazione di corridoio scolastico vuoto con zaino e segnalatore d'allarme acceso
Immagine realizzata con AI

Scuole evacuate per presunte bombe, frigoriferi dei supermercati manomessi a distanza e un'allerta che coinvolge mezza Europa. Nel giro di poche ore, due vicende apparentemente lontane tra loro hanno acceso i riflettori sulla sicurezza in Italia.

Da una parte, centinaia di istituti scolastici raggiunti da email che annunciavano la presenza di ordigni esplosivi; dall'altra, attacchi hacker capaci di alterare le temperature dei banchi frigoriferi e rendere inutilizzabili gli alimenti.

Gli episodi si sono concentrati tra il 1° e il 2 novembre 2026, mobilitando forze dell'ordine, esperti informatici e istituzioni. Ma cosa è successo realmente? E soprattutto, esiste un collegamento tra le due vicende?

Al momento, le indagini sono ancora aperte e non ci sono elementi che permettano di attribuire gli episodi agli stessi responsabili.

Indice

  1. Scuole evacuate: le minacce a 271 istituti
  2. Frigoriferi manomessi a distanza nei supermercati
  3. Due episodi, nessun collegamento provato

Scuole evacuate: le minacce a 271 istituti

Le email sono arrivate ai dirigenti scolastici la mattina di lunedì 2 novembre. Le scuole raggiunte sono distribuite in più regioni, tra cui Lazio, Liguria, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

Il contenuto era pesante: si parlava di esplosivi nascosti in sacchetti di plastica e di detonatori da attivare a distanza. Alcuni messaggi, almeno in parte, erano redatti in arabo e risultavano firmati da un gruppo che si dichiarava legato alle Guardie della rivoluzione islamica.

Attenzione però: una firma non dimostra chi ha davvero inviato le email. Chi le ha scritte potrebbe aver usato un nome falso per rendere le minacce più credibili. Intanto, in diverse scuole sono scattati i protocolli di sicurezza. Studenti e insegnanti hanno lasciato le aule in attesa dei controlli.

Nel quartiere Tuscolano, a Roma, hanno evacuato la scuola primaria Gianni Rodari e portato i bambini nel vicino parco di Villa Lais, dove hanno atteso i genitori. Nella Capitale le scuole coinvolte segnalate sono state otto.

A Genova l'evacuazione ha coinvolto tre istituti comprensivi; a Lavagna, invece, l'intervento ha interessato una scuola elementare. In Friuli Venezia Giulia, verifiche dello stesso tipo hanno interessato anche Aviano, Codroipo e Trasaghis.

L'esito delle verifiche, nei casi documentati, è stato lo stesso ovunque: nessun ordigno, si trattava di falsi allarmi. Le minacce hanno comunque provocato lezioni interrotte, evacuazioni e un grande impiego di forze dell'ordine.

Frigoriferi manomessi a distanza nei supermercati

Fra domenica 1° e lunedì 2 novembre, anomalie nei sistemi di refrigerazione sono state rilevate in diversi supermercati europei. Secondo le prime ricostruzioni, in alcuni casi le temperature di frigoriferi e congelatori sono state modificate a distanza fino a 50 gradi.

Le segnalazioni sono arrivate da Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi. In Francia, già nel mese di ottobre, centinaia di supermercati erano stati colpiti da attacchi dello stesso genere ai sistemi di refrigerazione.

Come è possibile? Nei supermercati moderni i grandi impianti frigoriferi sono spesso gestiti da sistemi digitali collegati a Internet, che permettono ai tecnici di controllare le temperature e cambiare le impostazioni da remoto.

Secondo le prime ricostruzioni, gli aggressori avrebbero sfruttato proprio questo accesso remoto. Avrebbero attivato la modalità di sbrinamento, facendo salire rapidamente le temperature.

L'Italia è stata colpita. In Sicilia il gruppo Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop, ha confermato attacchi ai sistemi di refrigerazione di almeno quattro punti vendita tra Palermo e Catania.

Il risultato è stato il surriscaldamento dei banchi frigo e il deterioramento degli alimenti conservati all'interno. Prodotti da buttare, danni economici e negozi costretti a intervenire per ripristinare la conservazione.

Due episodi, nessun collegamento provato

Le indagini sulle due vicende sono ancora aperte. Gli episodi hanno mobilitato forze dell'ordine, esperti informatici e istituzioni.

Facciamo chiarezza sulle differenze. Nel caso delle scuole non risulta accertata una violazione dei sistemi informatici: le minacce sono arrivate via email e, in alcuni casi, con telefonate anonime.

Nei supermercati, invece, gli aggressori avrebbero davvero ottenuto accesso ai sistemi di controllo degli impianti. Le autorità stanno cercando di capire da dove partono gli attacchi e se gli episodi nei vari Paesi europei siano collegati tra loro.

Al momento non ci sono elementi pubblici che permettano di attribuire le minacce alle scuole e i sabotaggi dei frigoriferi agli stessi responsabili. Anche l'identità degli autori resta da chiarire.

Sul fronte informatico, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha segnalato altri due casi in Italia. Si tratta di un incidente notificato da un'azienda toscana della ristorazione collettiva e di un attacco a un'impresa emiliana che produce surgelati.

L'Agenzia ha chiesto a grande distribuzione, logistica alimentare e refrigerazione industriale di verificare con urgenza le proprie difese. Tra le raccomandazioni ci sono il controllo degli accessi remoti, sistemi di autenticazione più sicuri e la separazione degli impianti dalle normali reti aziendali.

Per oggi, martedì 3 novembre, è stata convocata una riunione a Palazzo Chigi con i vertici dell'Agenzia e dell'intelligence. 

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