due esopianeti nuovi

In Belgio, gli astronomi dell'Università di Liegi hanno identificato due esopianeti a 100 anni luce dalla Terra di cui uno potrebbe presentare condizioni compatibili con la vita.
Secondo i dati raccolti dagli astronomi, che si sono serviti della rete di telescopi terrestri del progetto Speculoos, uno degli esopianeti appena identificati, più grande del 40% rispetto al nostro pianeta, è collocabile nella cosiddetta “zona abitabile”; ma scopriamone di più.

Scoperti due nuovi esopianeti, uno dei quali potrebbe essere abitabile

Iniziamo dal principio: un pianeta extrasolare o esopianeta è un pianeta non appartenente al sistema solare, orbitante cioè attorno a una stella diversa dal Sole. E, grazie alla rete di telescopi terrestri, gli astronomi dell’Università belga non solo hanno confermato la presenza dell’esopianeta attorno a Lp 890-9 rilevato dal dal Transiting exoplanet survey satellite della Nasa, ma, inaspettatamente, ne hanno identificato anche un altro prima sconosciuto, ribattezzato Speculoos-2c.

Quest’ultimo è di dimensioni simili all’altro pianeta, entrambi sono quindi all’incirca il 40% più grandi della Terra, ma ha un periodo orbitale di circa 8,5 giorni, contro i 2,7 del primo. Ed è proprio questa caratteristica, insieme alla distanza dalla sua stella, fa sì che si trovi nella cosiddetta “zona abitabile”. Questo perché Lp 890-9, nota anche come Speculoos-2, è una stella circa 6,5 ​​volte più piccola del Sole, con una temperatura superficiale pari alla metà di quella della nostra stella. Si tratta, infatti, della seconda stella più fredda attorno cui sono stati rilevati degli esopianeti.

E quindi il nuovo esopianeta potrebbe ricevere una quantità d'irraggiamento tale da consentire la presenza di acqua liquida sulla sua superficie, purché anche le condizioni atmosferiche siano adeguate. "Questo spiega perché il pianeta, nonostante sia molto più vicino alla sua stella di quanto lo sia la Terra al Sole, potrebbe comunque avere condizioni adatte alla vita”, spiega Francisco J. Pozuelos, co-autore dell’articolo. A questo punto, il prossimo passo, è studiare l’atmosfera di Speculoos-2 con altri strumenti, per esempio il James Webb Space Telescope.

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