Bologna: scontri all'università tra studenti e forze dell'ordine articolo

Entrare in biblioteca come in banca. Accade a Bologna alla biblioteca universitaria di discipline umanistiche. Gli studenti, però, non ci stanno e ieri si sono verificati violenti scontri tra forze dell’ordine e collettivi universitari. Gli agenti sono intervenuti in assetto anti-sommossa per sgomberare l'edificio, ma gli occupanti hanno opposto resistenza, barricandosi con sedie e banchi. Nella giornata di mercoledì gli attivisti avevano smontato fisicamente i tornelli.
Nel primo pomeriggio di giovedì alcuni di loro, passando dall'interno, hanno riaperto le porte dell'edificio, chiuse dall'Ateneo in mattinata, e occupato gli spazi universitari. Hanno quindi fatto entrare altri giovani e annunciato di voler rimanere fino a quando non avranno la possibilità di parlare con qualcuno dell'Università. I manifestanti riferiscono di feriti tra loro, colpiti dalle cariche delle forze dell’ordine.

La protesta

Protagonisti della protesta il Cua, Collettivo universitario autonomo, Lubo e altre sigle studentesche. Gli attivisti protestavano da giorni contro i tornelli all’ingresso perché vogliono che la biblioteca sia "libera e aperta a tutti".
Perché i tornelli? L'ateneo motiva la decisione per ragioni di sicurezza in vista dell’apertura fino a mezzanotte della biblioteca. Piazza Verdi, sulla quale la Biblioteca si affaccia, è tristemente nota per episodi di spaccio e violenza, e molto spesso è accaduto che qualche malvivente si sia introdotto nelle sedi universitarie.

Il badge in biblioteca

La biblioteca “blindata” doveva accogliere gli studenti con una grande porta a vetri antisfondamento alta fino al soffitto e due ingressi laterali a bussola come quelli usati appunto nelle banche, con porte che scattano appoggiando il badge universitario a un sensore e si richiudono alle spalle di chi entra. E infine telecamere a registrare gli ingressi.
La decisione di blindare gli ingressi della biblioteca di Lettere, è stata presa anche in vista dell’apertura notturna dell’Università, scelta annunciata lo scorso maggio dall’Alma Mater.
L’apertura dalle 9 a mezzanotte, pensata dall’Università allo scopo di garantire mille posti per studiare nelle ore serali, riguarda anche altre tre biblioteche della zona.
La Digos, scrive l'Ansa, verificherà i fatti e si procederà per danneggiamento aggravato e invasione di edifici, ipotesi di reato che confluiranno nel fascicolo aperto sulle proteste dei giorni scorsi dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, responsabile del gruppo ‘Sicurezza’ della Procura.

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