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Fonte foto: RaiNews

Cinque anni di squalifica. È questa la decisione del giudice sportivo provinciale della Figc nei confronti di Ali Mohammed, giocatore della Gymnasium Sassari, dopo l’aggressione a un arbitro di appena 16 anni durante una partita di Terza Categoria contro il Gs Monserrato.

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, il calciatore resterà fermo fino al 23 maggio 2031.

L’episodio è avvenuto al campo San Mauro di Usini, in provincia di Sassari, durante l’ultima giornata di campionato. Una partita che, secondo la ricostruzione del quotidiano sardo, non aveva più particolare peso per la classifica e vedeva la Gymnasium in vantaggio per 3-2.

Indice

  1. Lo schiaffo dopo il secondo giallo
  2. La partita sospesa
  3. Una squalifica fino al 2031
  4. Una partita senza tensioni di classifica
  5. Il pubblico dalla parte dell’arbitro
  6. E sul piano penale?

Lo schiaffo dopo il secondo giallo

Tutto sarebbe nato dopo un’azione nei pressi della linea laterale. Il giocatore della Gymnasium Sassari, già ammonito in precedenza, avrebbe calciato via il pallone dopo non essere riuscito a tenerlo in campo.

A quel punto il giovane arbitro ha estratto il cartellino giallo: il secondo per Mohammed, quindi anticamera dell’espulsione.

Prima che il provvedimento venisse completato, però, il calciatore si sarebbe avvicinato al direttore di gara colpendolo con uno schiaffo al volto e poi spingendolo.

Le immagini dell’accaduto, riprese dagli spalti, sono finite rapidamente online. 

La partita sospesa

Dopo l’aggressione, l’arbitro non era più nelle condizioni di proseguire la direzione dell’incontro. La gara è stata quindi sospesa.

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, il giorno successivo il giovane direttore di gara si è recato al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove gli sarebbe stato diagnosticato un trauma facciale da contusione, con 6 giorni di prognosi.

Una squalifica fino al 2031

La decisione del giudice sportivo è stata pesante: squalifica fino al 23 maggio 2031. Una sanzione che arriva alla luce della gravità dell’episodio e del fatto che il gesto sia stato rivolto contro un ufficiale di gara minorenne.

Il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC dedica un articolo specifico alle condotte violente nei confronti degli ufficiali di gara, definendole come atti intenzionali diretti a produrre una lesione personale e caratterizzati da aggressività volontaria.

Una partita senza tensioni di classifica

A rendere l’episodio ancora più difficile da comprendere è il contesto in cui è avvenuto. La partita tra Gymnasium Sassari e Gs Monserrato chiudeva la stagione, ma non aveva grandi implicazioni dal punto di vista della classifica e si giocava tra due società descritte dal quotidiano come "gemellate".

Il pubblico dalla parte dell’arbitro

Secondo le ricostruzioni, subito dopo l’episodio giocatori e dirigenti sarebbero intervenuti per evitare che la situazione degenerasse e per proteggere il giovane arbitro. Anche il pubblico avrebbe condannato apertamente il gesto.

Un segnale importante, perché la reazione collettiva conta: episodi del genere non possono essere liquidati come “momenti di nervosismo”. Vanno chiamati per quello che sono: gesti gravi, incompatibili con lo sport.

Cosa rischia il calciatore sul piano penale?

La vicenda potrebbe non chiudersi con la sola squalifica sportiva. La decisione del giudice della Figc riguarda infatti l’ambito sportivo, ma un’aggressione fisica a un arbitro può avere anche conseguenze davanti alla giustizia ordinaria.

Nel caso specifico, La Nuova Sardegna riporta che il giocatore avrebbe colpito l’arbitro sedicenne con “un violento schiaffo al volto” e poi lo avrebbe spinto al petto, facendogli perdere l’equilibrio; il giovane direttore di gara, dopo essersi recato al pronto soccorso, avrebbe ricevuto una diagnosi di trauma facciale da contusione da schiaffo con 6 giorni di prognosi.

Quindi, più che di semplice “gesto violento” in senso generico, potrebbe configurarsi un’ipotesi di lesioni personali, anche se la qualificazione giuridica spetta agli inquirenti e, in ultima istanza, all’autorità giudiziaria.

Dal 2025, inoltre, la tutela penale degli arbitri è stata rafforzata: l’articolo 583-quater del Codice penale è stato modificato includendo anche gli arbitri e gli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni sportive.

La norma prevede, per le lesioni personali commesse in questo contesto, pene più severe rispetto al quadro ordinario

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