Anche la seconda serata del Festival di Sanremo 2023 è andata e ora conosciamo ufficialmente tutte e 28 le canzoni in gara quest’anno.
Se la prima puntata è partita con il botto, tra scippi, decespugliamenti e reunion interminabili, si potrebbe pensare che questa seconda sera sia stata più fiacca, ma non per questo meno pregna di momenti altrettanto memorabili, come il freestyle di Fedez, prodotto da Salmo e il discorso sul carcere minorile tenuto dalla co-conduttrice Francesca Fagnani.
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La classifica dei cantanti della seconda serata
Nella serata di mercoledì si sono quindi esibiti i restanti 14 artisti dei 28 totali in gara. Anche loro sono stati giudicati dalla Sala Stampa, come successo per i 14 che li hanno preceduti martedì. Quindi, senza indugio, scopriamo la seconda classifica parziale di Sanremo 2023:
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1. Colapesce Dimartino – Splash
2. Madame – Il bene nel male
2. Tananai – Tango
4. Lazza – Cenere
5. Giorgia – Parole dette male
6. Rosa Chemical – Made in Italy
7. Paola & Chiara – Furore
8. Levante – Vivo
9. Articolo 31 – Un bel viaggio
10. Modà – Lasciami
11. LDA – Se poi domani
12. Will – Stupido
13. Shari – Egoista
14. Sethu – Cause perse
La classifica generale della seconda serata
Ma ieri sera, dopo aver diffuso questa seconda classifica provvisoria, è stata finalmente annunciata la prima classifica parziale che vede tutti e 28 gli artisti in gara. Le posizioni sono il sunto della prima e della seconda sera, e quindi questa classifica assemblata è formata soltanto dal giudizio della Sala Stampa:
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1. Marco Mengoni – Due vite
2. Colapesce Dimartino – Splash
3. Madame – Il bene nel male
4. Tananai – Tango
5. Elodie – Due
6. Coma_Cose – L’addio
7. Lazza – Cenere
8. Giorgia – Parole dette male
9. Rosa Chemical – Made in Italy
10. Ultimo – Alba
11. Leo Gassman – Terzo cuore
12. Mara Sattei – Duemilaminuti
13. Colla Zio – Non mi va
14. Paola & Chiara – Furore
15. Cugini di campagna – Lettera 22
16. Levante – Vivo
17. Mr. Rain – Supereroi
18. Articolo 31 – Un bel viaggio
19. Gianluca Grignani – Quando ti manca il fiato
20. Ariete – Mare di guai
21. Modà – Lasciami
22. gIANMARIA – Mostro
23. Olly – Polvere
24. LDA – Se poi domani
25. Will – Stupido
26. Anna Oxa – Sali
27. Shari – Egoista
28. Sethu – Cause perse
Le pagelle della seconda serata di Sanremo 2023
Ma entriamo nel vivo ripercorrendo la seconda serata del Festival, commentando le esibizioni andate in scena ieri con tanto di voto. Ecco le pagelle di Skuola.net, in ordine di uscita dei cantanti:
, delicato e intonato. La canzone forse non rimane particolarmente impressa, ma lui è stato bravo nell’eseguirla.
Voto: 6+, migliorabile.
I Modà salgono sul palco e fanno esattamente ciò che ci si aspetta da loro. Anche loro intonati e sul pezzo, brano in linea con il loro repertorio e esibizione pulita.
Voto: 6, senza infamia e senza lode.
Sethu è colui che ha preso ufficialmente il posto di Tananai quest’anno, piazzandosi ultimo, con una canzone che per altro ricorda vagamente Sesso Occasionale. Si merita di essere ultimo? Secondo noi no.
Voto: 6, d’incoraggiamento.
Gli anni avanzano e lo dichiarano loro stessi nella canzone, ma l’intera esibizione è sembrata un po’ sottotono. Ma confidiamo possano rifarsi stasera, anche se l’outfit total white, con tanto di cappello di J-Ax è difficile da battere.
Voto: 5 1/2, si può decisamente far meglio.
Ha fatto molto bene Lazza, bella presenza scenica, bella giacca piena di rillantini e canzone che potrebbe diventare una hit, e infatti è già in alto in classifica.
Voto: 7, molto bene!
Si sa, è una grande interprete e anche stavolta non delude le aspettative. Difficile possa essere messa in difficoltà, soprattutto con una canzone che fa uscire il suo talento, come in questo caso. e poi il blu le sta molto bene.
Voto: 7+, merita la top 10.
Oltre ad aver sbancato al Fantasanremo, spalmandosi addirittura per terra, i Colartino, come vengono soprannominati, l’hanno fatto di nuovo: hanno sganciato il nuovo tormentone di Sanremo 2023.
Voto: 8, e che gli si può dire? “Ma che mareee, ma che mareee?”
Tutta leopardata, da testa a piedi, Shari, seppur in difficoltà nel camminare con quel vestito, riesce lo stesso a trasformare l’evidente emozione in una bella esibizione. Spiace sia bassa in classifica perché la canzone non è male e lei era intonata.
Voto: 7, di incoraggiamento!
Maledettamente orecchiabile, Madame propone un altro dei possibili tormentoni di questa edizione, nonostante a sto giro il testo potrebbe non essere forte come quello del suo debutto all’Ariston.
Voto: 7-, già la cantano tutti.
Bella la tuta, forse i capelli così gialli non sono i palette, ma le si perdona tutto quando inizia a cantare. Una professionista, l’unica parola che viene in mente per descriverla: unica pecca dell’esibizione è forse proprio la canzone che potrebbe essere non abbastanza forte da spiccare.
Voto: 7+, voce e personalità ammalianti.
Alberto con questa esibizione ha voluto dimostrare a tutti di saper cantare. Tango non è forse una hit come le altre a cui ci ha abituato, ma è senza dubbio una grande rivincita.
Voto: 7, peccato per la canzone un po’ “moscia”, ma molto da Sanremo.
Ecco il terzo tormentone droppato in questa edizione di Sanremo 2023. Rosa ha senza dubbio stupito anche i più scettici portando una canzone estremamente orecchiabile e che funziona benissimo.
Voto: 8, bella esibizione e un bonus per le parole di ringraziamento che ha rivolto ad Amadeus.
Passare da Tananai a Rosa Chemical e poi a LDA è un po’ straniante, perché sembra di star vedendo programmi totalmente diversi, e con LDA si ha un po’ l’impressione di essere sintonizzati su Amici. Nel complesso però lui molto intonato e pulito.
Voto: 6+, può comunque migliorare.
Se con i cantanti sopracitati sembra di aver cambiato canale, con la reunion di Paola & Chiara sembra di essere tornati indietro nel tempo. Gli anni ‘90 sono una vibes fortissima mentre le due si esibiscono e non può che strappare un sorriso.
Voto: 6 1/2, brave ma ci aspettavamo di più.
Il testo del freestyle di Fedez a Sanremo 2023
Se la prima serata del Festival è stata caratterizzata dal Blanco Gate, questa seconda serata sarà ricordata per il freestyle di Fedez sulla Costa Smeralda, prodotto da Salmo. Infatti il cantante, tornato nelle vesti di rapper, ha ammaliato Sanremo e l’internet con un dissing rivolto a non pochi membri dell’attuale governo e che nel finale ha tenuto a omaggiare Gianluca Vialli, l’ex calciatore e allenatore scomparso a gennaio.
Ma cos’è esattamente che ha detto? Ecco il testo integrale del suo freestyle, che lo stesso Federico ha tenuto a precisare non fosse stato condiviso con lo staff Rai e per il quale quindi si prende tutte le responsabilità:
"Uno sciacallo, un avvoltoio, un egocentrico entrano in un bar/
E il barista chiede: “Ciao Fedez, che cosa ti preparo?”/
E' il ritorno del coglione sulla traccia/
ma quello a cui nessuno l'ha mai detto in faccia/
che non è un fake/
e non fa i video con la scaccia, got ya/
Vieniti a prendere il perdono dalle mie braccia/
Scendo da un catamarano con la carta in mano/
Sono un Napoleone con la sindrome del nano/
Dedico io quando venire bro, me lo preparo/
Come Matteo Messina Denaro/
Secondo a Sanremo con la vittoria dei Maneskin/
free the nipple come Victoria dei Maneskin/
Frate non sei primo in niente/
sei primo in Fimi/
che nella vita tutto ha un prezzo, pure gli streaming/
Se va a Sanremo Rosa Chemical scoppia la lite/
forse è meglio il viceministro vestito da Hitler/
Purtroppo l'aborto è un diritto/
si ma non l'ho detto io, l'ha detto un ministro/
a volte anche io sparo cazzate ai 4 venti/
Ma non lo faccio a spese dei contribuenti/
perché a pestarne di merde sono un esperto/
Ciao Codacons guarda come mi diverto/
Vabbè sdrammatizziamo/
Ho avuto il cancro e come un vero duro/
sono andato in tele e ho pianto/
Se penso a chi mi ha dato la forza/
guardo in alto/
è il ricordo di Gianluca che porto su questo palco."
Sanremo 2023: il discorso di Francesca Fagnani sul carcere
Infine, altra stella della serata è stata la co-conduttrice, Francesca Fagnani, che, seppur entrando all’Ariston in punta di piedi, si è sicuramente fatta notare per l’incredibile monologo che ha scelto di portare su Rai1.
Infatti, a differenza di Chiara Ferragni che ha parlato di sé stessa, Fagnani ha preferito far parlare qualcun altro al suo posto: i detenuti dell’istituto minorile Nisida, resi fami dalla serie evento Mare fuori. Il testo, duro ma estremamente evocativo, pone l’attenzione sull’abbandono da parte dello Stato di tutti quegli individui che sbagliano e che per un motivo o per un altro prima si ritrovano nel carcere minorile, e poi, se nulla dovesse cambiare, si ritroveranno nel carcere vero e proprio e allora, “salvo le belle eccezioni”, non ci sarà più nulla da fare.
Fagnani vuole quindi spingere a riflettere sul fatto che il sistema carcerario attuale non funziona, e che inoltre lo Stato si dimentica dei propri cittadini molto prima che questi approdino in prigione, fin da quando, per scelta o meno, abbandonano la scuola.
Ecco il testo del monologo di Francesca Fagnani a Sanremo 2023:
“Non tutte le parole sono uguali. Alcune devono abbatere i muri per essere sul palco di Sanremo. Parole che provengono dal Carcere minorile di Nisida. Della pena loro non se ne fanno niente. "Siamo qui per i soldi, per fare i brillanti. Catturare l'attenzione. Non ho paura se faccio le cose per rabbia. Vogliamo che la gente sappia che non siamo bestie o killer per sempre. Non ho mai pianto. Ho rivisto mio padre dopo anni e lì ho pianto.
Perchè l'hai fatto? Risposta non c'è. Bisogna andare indietro. Hanno 15 o 18 anni, con lo sguardo perso e occhi che chiedono aiuto ma non si sa a chi. La scuola li ha abbandonati, gli assistenti sociali anche. I genitori non ce l'hanno fatto.
Gli adulti mi dicono che sarebbero andati a scuola. In quel quartiere solo la scuola ti può salvare. Lo Stato non può esistere solo attraverso le forze di polizia. Lo Stato dovrebbe garantire pari opportunità ai giovane come la democrazia italiana dice.
Se non riesci a trovare un lavoro torni in carcere. In Italia la prigione serve solo a punire e non a rieducare: tutto il giorno a fare nulla e magari siete in sovrannumero. Un magistrato ha detto che i detenuti non devono passare per vittima e non devono essere picchiati ma perchè lo Stato non può esssere violento come chi arresta. Chi esce dal carcere deve uscire meglio di come è entrato, per rispetto dell'art. 27 della Costituzione. Che uno spacciatore o un ladro che sia, una volta uscito, cambi mestiere.”