
Una tradizione iniziata quasi cinquant’anni fa e diventata quasi una firma personale: nella sua carriera da regista, Ron Howard ha più volte coinvolto sul set moglie, genitori, fratello e figli.
Prima di vincere un Oscar come regista per A Beautiful Mind nel 2002, Ron Howard era già un volto famosissimo grazie al ruolo di Richie Cunningham nella serie Happy Days.
Cresciuto praticamente dentro gli studi cinematografici, Howard ha sviluppato un modo molto particolare di lavorare: per lui il set non è soltanto un luogo professionale, ma anche uno spazio costruito sulla fiducia e sui rapporti personali.
Ed è proprio qui che entra in gioco la sua famiglia.
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Clint Howard, il fratello diventato il suo “portafortuna”
Il caso più famoso è quello di Clint Howard, fratello minore di Ron.
Attore caratterista fin da bambino, Clint è comparso in numerosi film diretti dal fratello: da Splash - Una svitata per amore a Apollo 13, passando per Il Grinch, Cinderella Man, Solo: A Star Wars Story ed Eden.
Non sempre con ruoli importanti, ma abbastanza spesso da diventare una presenza riconoscibile per gli appassionati.
Anche moglie e genitori sono entrati nei suoi film
La tradizione non riguarda soltanto il fratello. La moglie Cheryl Howard è comparsa in piccoli cameo in moltissimi film del marito, fin dall’esordio alla regia con Grand Theft Auto nel 1977.
Anche i genitori di Ron, gli attori Rance Howard e Jean Speegle Howard, hanno avuto diversi ruoli nelle produzioni del figlio. Rance, in particolare, è apparso in film come Splash, Apollo 13, A Beautiful Mind, Cinderella Man e Frost/Nixon.
Bryce Dallas Howard: dalla comparsa ai grandi ruoli
Il caso più osservato oggi è forse quello della figlia Bryce Dallas Howard. Prima di diventare protagonista di film come Jurassic World e regista di episodi di serie come The Mandalorian, Bryce è apparsa da bambina in alcune produzioni del padre, tra cui Parenti, amici e tanti guai, Apollo 13 e Il Grinch.
Ma il suo percorso professionale successivo si è sviluppato indipendentemente dal padre, fino a costruire una carriera propria davanti e dietro la macchina da presa.
Nepotismo o metodo di lavoro?
La domanda è inevitabile: quello di Ron Howard è nepotismo? La risposta dipende molto dal punto di vista. Da una parte, è evidente che avere un familiare famoso nell’industria cinematografica può aprire porte che per altri sarebbero difficili da raggiungere.
Dall’altra, il caso Howard è particolare: molti dei parenti coinvolti erano già professionisti del settore oppure hanno avuto piccoli cameo, senza sostituire altri attori in ruoli centrali.
Più che un sistema, quindi, come detto all'inizio di questo articolo, sembra una scelta personale: Howard porta sul set persone di cui si fida e con cui ha condiviso una vita dentro il mondo del cinema.