
In casa Sandler il cinema sembra essere diventato un vero affare di famiglia.
L'esempio più recente è Don't Say Good Luck, nuovo film Netflix con protagonista Sunny Sandler, figlia diciassettenne di Adam. Questa volta il padre non compare davanti alla macchina da presa, ma resta dietro le quinte come produttore insieme alla moglie Jackie Sandler.
Non è però una novità. Basta scorrere la filmografia di Adam Sandler per scoprire che sui suoi set sono passati praticamente tutti: moglie, entrambe le figlie, nipote e perfino sua madre.
Una scelta che inevitabilmente ha alimentato negli anni anche il dibattito sul nepotismo a Hollywood.
Indice
Sunny e Sadie: dai piccoli cameo ai ruoli da protagoniste
Le figlie Sunny e Sadie Sandler sono cresciute praticamente sui set del padre.
All'inizio comparivano in parti molto piccole in film come Un weekend da bamboccioni e in altre produzioni legate alla Happy Madison. Con il passare degli anni, però, i loro ruoli sono diventati sempre più importanti.
La svolta è arrivata soprattutto nel 2023 con Non sei invitata al mio bat mitzvah. Sunny interpreta la protagonista Stacy, Sadie sua sorella Ronnie e Adam il loro padre anche nella finzione. Nel cast compare anche Jackie Sandler, anche se interpreta la madre della migliore amica di Stacy.
Nello stesso anno la famiglia si è ritrovata anche nel film d'animazione Leo: Adam doppia il protagonista, mentre Sunny, Sadie e Jackie prestano la voce ad altri personaggi. Poi è arrivato Happy Gilmore 2, con entrambe le figlie e Jackie ancora una volta coinvolte.
Con Don't Say Good Luck, però, Sunny compie un passo ulteriore: è lei a portare il film da protagonista, mentre Adam rimane principalmente dietro la macchina da presa.
La regista Julia Hart ha raccontato di aver pensato proprio a Sunny dopo averla vista recitare in Non sei invitata al mio bat mitzvah. Solo successivamente Sandler sarebbe entrato nel progetto come produttore, contribuendo a portarlo a Netflix.
Non solo figlie: nei film ci sono anche moglie, nipote e madre
La prima componente della famiglia a entrare stabilmente nei film di Sandler è stata in realtà Jackie.
I due si sono conosciuti sul set di Big Daddy nel 1999, si sono sposati nel 2003 e da allora lei è comparsa in decine di produzioni legate al marito, tra cui 50 volte il primo bacio, Un weekend da bamboccioni, Mia moglie per finta, Hubie Halloween e The Wrong Missy.
Spesso si tratta di piccoli ruoli, altre volte di personaggi più riconoscibili. In Don't Say Good Luck, invece, Jackie figura direttamente tra i produttori.
Poi c'è Jared Sandler, nipote di Adam e stand-up comedian, apparso in numerosi film dello zio: da Big Daddy a Pixels, passando per The Ridiculous 6, The Wrong Missy e Home Team.
Perfino Judith “Judy” Sandler, madre di Adam ed ex insegnante, ha avuto diversi piccoli ruoli e doppiaggi nelle produzioni del figlio, tra cui Otto notti di follie, Blended, Sandy Wexler e più recentemente Happy Gilmore 2.
Ed è proprio Blended uno dei casi più estremi: nello stesso film compaiono Jackie, Sunny, Sadie, Jared e Judy.
Ma quindi è nepotismo?
La domanda è inevitabile, soprattutto da quando Hollywood ha iniziato a discutere apertamente dei cosiddetti “nepo babies”: figli di attori, registi e produttori che entrano nello stesso settore partendo da una posizione decisamente privilegiata.
Il caso Sandler è diventato particolarmente evidente con Non sei invitata al mio bat mitzvah, dove buona parte della famiglia compare nello stesso film.
La regista Sammi Cohen aveva però difeso la scelta spiegando che Sandler ha sempre lavorato con le persone a cui è vicino: prima erano soprattutto amici, ora ci sono anche le figlie.
Cohen ha inoltre sottolineato che Sunny e Sadie erano già abituate ai set e dovevano comunque dimostrare di saper lavorare davanti alla macchina da presa. Questo non cancella il vantaggio evidente di avere Adam Sandler come padre e una casa di produzione a disposizione.
Ma il successo dei progetti più recenti ha anche permesso alle figlie di iniziare a costruire una carriera propria. Don't Say Good Luck, per esempio, ha ricevuto recensioni molto positive e mette Sunny al centro del film senza che Adam debba comparire al suo fianco.
Non è solo famiglia: esiste un vero “Sandlerverse”
Per capire questo modo di lavorare bisogna però allargare lo sguardo.
Adam Sandler non ha mai coinvolto soltanto i propri parenti. Nei suoi film tornano da decenni anche gli stessi amici e collaboratori: Rob Schneider, David Spade, Kevin James, Steve Buscemi, Allen Covert e molti altri.
La sua casa di produzione, Happy Madison Productions, ha costruito nel tempo una sorta di gruppo stabile nel quale le stesse persone passano da un progetto all'altro.
Netflix ha persino utilizzato il termine “Sandlerverse” per descrivere questo piccolo universo cinematografico. Famiglia e amici fanno quindi parte dello stesso metodo: Sandler preferisce lavorare con persone che conosce e con cui ha già costruito un rapporto.