intervista Renzi alla BBC

Ebbene sì, Matteo Renzi è tornato alla BBC. A nove anni di distanza dall’ormai leggendario “First Reaction, Shock”, il leader di Italia Viva ha deciso di rimettersi alla prova davanti ai microfoni britannici

Il web, ovviamente, non aspettava altro per capire se il tempo e, magari, qualche lezione privata avessero limato quel celebre accento toscano prestato ai verbi irregolari. 

Abbiamo chiesto un parere tecnico ad Alessia Buttol, English coach,  che ha analizzato la performance con occhio clinico (e una punta di ironia). Spoiler: non siamo ancora pronti per il livello C2.

Indice

  1. L'origine del meme
  2. Più velocità ma stessa recita: il nuovo ritmo di Renzi
  3. "Lost the brain": quando l'italiano prende il sopravvento
  4. Il verdetto finale: migliorato o rimandato?

L'origine del meme

Dopo la Brexit, l'allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi fu intervistato dalla BBC e fece sfoggio di un inglese non troppo esaltante, che originò il famoso meme "First Reaction, Schock". 

In questi giorni, a seguito dell'aggressione verbale di Donald Trump nei confronti di Papa Leone XIV, Renzi è di nuovo intervenuto sui media britannici, nello specifico su Sky News. 

Come è andata? Ecco cosa dice la English Coach.

Più velocità ma stessa recita: il nuovo ritmo di Renzi

La prima differenza che balza all'occhio (e all'orecchio) riguarda il ritmo del discorso. Rispetto al lungo confronto del 2016, questo nuovo intervento appare decisamente più contratto. 

Secondo la Buttol, la novità principale è lo speed, ovvero la velocità: "Nella prima intervista del First Reaction Shock va molto più lento, scandisce molto di più le parole; in questa nuova è un pochino più veloce, lo vedo un pochino più spedito".

Tuttavia, la maggiore rapidità non sembra essere sinonimo di scioltezza naturale. Resta infatti quella sensazione di "compitino" studiato a memoria dall’ex premier: "Quando lo sento parlare inglese ho sempre il dubbio che lui stia recitando qualcosa che ha letto o imparato", sottolinea l'esperta.

Insomma, dietro la sicurezza mostrata davanti alle telecamere si nasconda ancora molta rigidità.

"Lost the brain": quando l'italiano prende il sopravvento

Il vero scoglio per Renzi rimane la traduzione letterale, quel vizio tutto italiano di pensare in una lingua e trasporre le parole nell'altra senza curarsi delle idiomaticità

Un esempio lampante? Il tentativo di descrivere qualcuno che ha perso la testa. L'ex sindaco di Firenze ha esclamato un improbabile “He completely lost the brain”, lasciando la prof decisamente perplessa: "Traduce dall'italiano, perché in inglese dovresti dire 'He completely lost his mind'. Lui invece ha tradotto letteralmente 'ha perso il cervello'".

Oltre al lessico, anche la grammatica continua a zoppicare sotto i colpi della fretta. Buttol fa notare come Renzi ignori spesso la struttura delle domande: "Quando dice 'Why you want to do this?', traduce dall'italiano, perché la forma corretta richiederebbe l'ausiliare: 'Why do you want to do this?'". 

A questo si aggiungono incertezze sui tempi verbali, come un "destroy" rimasto al presente quando il contesto avrebbe preteso un passato. Ma okay, sottigliezze. Alla fine, solo chi prova sbaglia. E sicuramente Renzi ci prova.

Il verdetto finale: migliorato o rimandato?

Non tutto è da buttare, sia chiaro. Renzi sembra aver acquisito un pizzico di confidenza in più, azzardando persino espressioni più informali come un "No way" che, secondo l'esperta, "è sicuramente colloquiale e ci sta". 

È possibile che il politico abbia effettivamente investito del tempo in lezioni di inglese, ma i risultati non gridano certo al miracolo.

La conclusione della prof Buttol, in altre parole, non lascia spazio a facili entusiasmi per i fan del leader centrista: "Che abbia completamente svoltato il suo inglese... direi di no"

Insomma, tra errori di sintassi e calchi linguistici, il "nuovo" Renzi a SkyNews somiglia ancora moltissimo a quello dei meme. 

Lo "Schock" è passato, ma la padronanza della lingua resta ancora un obiettivo all’orizzonte.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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