
Scomparso l'ultimo residuo di fastidio dopo una storta o un trauma, la tentazione di allacciarsi le scarpe e rientrare subito in campo è altissima. Tuttavia, non sentire più male non equivale automaticamente a essere pronti per la ripresa dell'attività fisica.
A spiegarlo è il dottor Andrea Palumbo, Responsabile UOS Traumatologia dell'Ospedale "Fatebenefratelli" di Roma San Pietro, protagonista di un episodio di TikDoc, la rubrica TikTok di Skuola.net dedicata ai temi della salute.
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La differenza tra guarigione anatomica e prontezza fisica
L'assenza di sintomatologia dolorosa è sicuramente un segnale positivo, poiché indica che la situazione organica è migliorata e che la lesione si sta rimarginando. Questo stato non rappresenta, però, un via libera immediato allo sport.
Un'articolazione o un segmento corporeo che ha subito un infortunio non è subito pronto a sopportare le sollecitazioni intense e i carichi ripetuti tipici del gesto atletico. Sottoporre il corpo a uno stress improvviso aumenta drasticamente il rischio di nuovi infortuni.
Il passaggio chiave: il ritorno alla performance
Per riprendere l'attività in totale sicurezza ed evitare dolorose ricadute, il percorso corretto prevede due step fondamentali. Prima di tutto, è necessario un controllo clinico di fine infortunio con uno specialista, per accertarsi che la guarigione anatomica sia completata.
Successivamente, bisogna affrontare il cosiddetto ritorno alla performance, un percorso di recupero e preparazione mirata guidato da figure specializzate come il medico dello sport o il fisiatra. Questa fase transitoria è cruciale per riabituare l'articolazione a sostenere nuovamente lo sforzo e la fatica.
Bene non avere dolore, male bruciare le tappe
Il messaggio dell'esperto riassume perfettamente l'approccio più corretto e sicuro: è un bene che il dolore sia scomparso, perché significa che il trauma acuto è superato, ma è un male tornare ad allenarsi subito saltando la fase di transizione.
Lo sport richiede una preparazione specifica per fare in modo che il fisico possa subire i carichi di lavoro in totale sicurezza, proteggendo il corpo da spiacevoli e pericolose recidive.