
Prosegue per step il piano varato dal dimissionario esecutivo Draghi per calmierare i costi del gas e dell'energia.
Il piano, ideato dall'ex Ministro per la Transizione Ecologica Cingolani, prevedeva di utilizzare le sei fasce climatiche in cui è suddivisa l'Italia per differenziare le zone più fredde dalle più calde. Così progressivamente, le zone del Nord Italia sono state le prime ad accedendere i termosifoni, mentre le ultime saranno le Zone A e B: cioè alcune località del Sud Italia, e le Isole.
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Zona A e Zona B: quando si possono accendere i riscaldamenti?
La nuova normativa disciplina anche la durata di accensione dei dispotivi di riscaldamento. La Zona A è quella con la minore durata prevista per l'accensione dei riscaldamenti. In questa particolare fascia climatica rientrano infatti le province italiane più calde, e proprio per questo motivo, la legge prevede la possibilità di accendere i riscaldamenti solamente per cinque ore al giorno. In questa fascia rientrano solo tre località: Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Gli abitanti di questi Comuni potranno accendere i riscaldamenti dall'8 dicembre 2022 al 7 marzo 2023.
Discorso leggermente diverso per la Zona B. Qui il limite orario cambia: da 5 ore a 8 ore di accensione. All'interno della Zona B rientrano, tra le altre, le province di: Palermo, Siracusa, Trapani, Reggio Calabria, Agrigento Messina, e Catania. In queste zone i cittadini potranno accendere i termosifoni – e i riscaldamenti in generale – dall'8 dicembre 2022 al 23 marzo 2023.