Soldati e carrarmato Prima Guerra Mondiale

All'angolo tra l'attuale via Zelenih Beretki e il ponte Latino a Sarajevo, si trova il punto preciso che ha cambiato per sempre il corso della storia del Novecento. È il luogo esatto in cui, il 28 giugno 1914, il nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip sparò all'arciduca austriaco Francesco Ferdinando e a sua moglie Sofia. 

Oggi quel marciapiede è diventato una meta fissa per chi visita la capitale bosniaca, trasformando l'epicentro del primo conflitto globale in un pezzo di memoria urbana tangibile e calpestabile dai turisti.

Indice

  1. Le impronte sul marciapiede di Sarajevo
  2. La dinamica dell'attentato all'arciduca

Le impronte sul marciapiede di Sarajevo

Come mostrano le immagini che circolano sui social, all'esterno dell'edificio che oggi ospita il Muzej Sarajeva c'è un dettaglio che cattura immediatamente l'attenzione dei passanti. Sulla pavimentazione è stata incastonata una placca con le impronte di due suole incise nel cemento. Questa installazione urbana permette ai visitatori di posizionarsi fisicamente nel punto esatto in cui Gavrilo Princip si trovava al momento dello sparo. 

A completare questo angolo di memoria storica, accanto al marciapiede è spesso parcheggiata una replica dell'automobile d'epoca su cui viaggiava la coppia asburgica, rendendo l'incrocio una vera e propria attrazione storico-turistica a cielo aperto.

La dinamica dell'attentato all'arciduca

L'evento che riscrisse i confini dell'Europa si consumò per una fatale coincidenza. L'erede al trono dell'Impero austro-ungarico si trovava in città per una visita ufficiale. 

La mattina di quel 28 giugno, il corteo imperiale era già sopravvissuto a un primo attentato dinamitardo, fallito lungo il tragitto verso il municipio. Nel viaggio di ritorno, a causa di un errore di percorso, l'autista svoltò per sbaglio proprio davanti al ponte Latino. Cercando di fare retromarcia, il veicolo si bloccò accidentalmente a pochi metri dal marciapiede dove si trovava appostato Princip. 

Trovatosi il bersaglio a distanza ravvicinata, il giovane esplose due colpi di pistola fatali, innescando la crisi diplomatica che, solo un mese più tardi, avrebbe portato allo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

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