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Fonte foto: La Gazzetta dello Sport


Prima di Italia-Germania 2006, prima di Grosso che corre con le braccia aperte e Del Piero che manda tutti a Berlino, c’era già stata un’altra partita mondiale in cui l’Italia sembrava a un passo dall'eliminazione.

Era il 5 luglio 1994, ottavi di finale del Mondiale negli Stati Uniti: in campo Nigeria-Italia, a Foxborough, nella gara valida per gli ottavi di finale del torneo.

La Nigeria era una delle squadre più affascinanti: fisica, veloce, tecnica, piena di talento. L’Italia di Arrigo Sacchi, invece, arrivava da un girone complicato e da un Mondiale vissuto sempre sul filo del rasoio: mai davvero tranquillo, mai del tutto padrone del proprio destino.

Poi, contro le Super Eagles, tutto sembrò precipitare.

Emmanuel Amunike portò avanti la Nigeria al 26’. Gianfranco Zola, entrato nella ripresa, venne espulso al 76’ per un intervento su Augustine Eguavoen, in una decisione rimasta nella memoria azzurra come una delle più dure e discusse di quel Mondiale.

A pochi istanti dal 90’, Roberto Baggio segnò il gol dell’1-1. Nei supplementari, ancora Baggio, su rigore, firmò il 2-1 che mandò l’Italia ai quarti.

Indice

  1. L’espulsione di Zola: la beffa dentro la partita
  2. Roberto Baggio all’89’: il gol che rimette in piedi l’Italia
  3. Il rigore nei supplementari: Baggio completa la rimonta

L’espulsione di Zola: la beffa dentro la partita

Il secondo momento chiave arrivò al 76’. Sacchi aveva mandato in campo Gianfranco Zola per provare ad aumentare qualità e imprevedibilità negli ultimi metri.

Zola era uno dei talenti più attesi, un giocatore capace di accendere la partita con una giocata, un controllo, un passaggio tra le linee. La sua partita, però, durò pochissimo.

Sul contrasto con Augustine Eguavoen, l’arbitro Arturo Brizio Carter estrasse il rosso. Per l’Italia fu un colpo enorme: sotto di un gol, a meno di un quarto d’ora dalla fine, e con un uomo in meno.

Per molti tifosi azzurri quella decisione resta ancora oggi difficilissima da accettare: Zola non sembrò entrare con cattiveria, non diede l’idea di voler fare male, eppure venne espulso in un momento in cui l’Italia avrebbe avuto bisogno proprio della sua qualità.

Roberto Baggio all’89’: il gol che rimette in piedi l’Italia

Quando una partita sembra ormai scritta, a volte basta un pallone per cambiare tutto.

In Italia-Nigeria quel pallone arrivò quasi allo scadere. Roberto Mussi mise dentro un cross arretrato, Roberto Baggio arrivò con il tempo giusto e calciò basso, preciso, nell’angolo. Il pareggio arrivò all’89’, quando l’Italia era a pochi secondi dall’eliminazione.

Quel gol ha un peso enorme nella storia azzurra perché non fu soltanto l’1-1 di una partita a eliminazione diretta. Fu il momento in cui Roberto Baggio, fino a quel punto criticato e non ancora esploso nel torneo, si riprese il Mondiale

Baggio giocava anche con problemi fisici, eppure in quel finale riuscì a restare lucido come pochi. 

Il rigore nei supplementari: Baggio completa la rimonta

Dopo il pareggio, la partita cambiò faccia. La Nigeria aveva sfiorato un’impresa e si ritrovò costretta a giocare i supplementari contro un’Italia ferita ma ancora dentro la partita. Gli Azzurri erano in dieci, ma psicologicamente il gol di Baggio aveva spostato tutto.

Nel primo tempo supplementare arrivò l’episodio decisivo. Antonio Benarrivo entrò in area e venne atterrato. Rigore per l’Italia. Sul dischetto andò ancora Roberto Baggio. 

Il Divin Codino, segnò e portò l’Italia sul 2-1. Fu il gol che chiuse la rimonta azzurra.

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