Studentessa impazzisce studiando

Prendere il massimo dei voti all'università è una questione di genialità o di pura ossessione? Un video ironico e tagliente su TikTok è diventato virale, riaprendo il dibattito sulla salute mentale e sui sacrifici estremi imposti dalla sessione d'esami. 

La protagonista del filmato, Noemi, risponde a chi si complimenta con lei per i suoi continui “30 e lode” ribaltando completamente la prospettiva: “Io non sono brava, sono pazza”. Dietro il libretto perfetto si nasconde infatti una routine d'urto che annulla temporaneamente ogni briciolo di vita sociale e cura personale.

@noesbookshelves

vabbè alla fine tutto il genio è pazzia #perte #universita

♬ suono originale - Noemi S. 🌙

Indice

  1. Dimenticarsi di lavarsi e di respirare: la metamorfosi della settimana prima dell'esame
  2. Sveglia alle 2 del mattino e studio al bancone: la folle routine del giorno dell'esame

Dimenticarsi di lavarsi e di respirare: la metamorfosi della settimana prima dell'esame

Nel video, girato con una maschera di bellezza sul viso che accentua il tono tragicomico del racconto, la studentessa spiega che l'eccellenza accademica non è il frutto di un talento naturale o di uno studio sereno. 

Negli ultimi sette giorni prima di un appello, Noemi confessa di entrare in una vera e propria fase di isolamento e psicosi: “Io non respiro, devo ricordarmi di lavarmi”. 

La narrazione demistifica il mito dello "studente modello" sempre calmo e organizzato, mostrando come il raggiungimento del massimo punteggio possa trasformarsi in una metamorfosi totalizzante in cui le necessità biologiche primarie passano in secondo piano rispetto alla memorizzazione dei manuali.

Sveglia alle 2 del mattino e studio al bancone: la folle routine del giorno dell'esame

Il picco di quella che la TikToker definisce ironicamente "psicopatia" si raggiunge nelle ore immediatamente precedenti la prova. 

Se durante i giorni di reclusione la sveglia è fissata alle 4:00, il giorno dell'esame Noemi si alza alle 2:00 del mattino. La sua giornata inizia nel cuore della notte: si veste, si trucca e studia senza sosta a casa fino all'orario di apertura del bar in cui lavora. Il ripasso disperato continua persino tra i tavoli del locale, per poi proseguire sul treno che la porterà in università. 

La testimonianza di Noemi, pur strappando una risata per la sua esasperata sincerità, descrive perfettamente il clima di pressione tossica e la cultura della performance che opprime molti studenti della Generazione Z, convinti che per eccellere sia necessario spingersi oltre ogni limite umano.

 

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