droghe sintetiche

Nell’appartamento di via Gulli, a Torino, dove è stato ucciso il 39enne Fabio Colapietro, per giorni sarebbero state consumate diverse sostanze: crack, LSD, funghi allucinogeni, cannabis, alcol e alcune droghe sintetiche dai nomi poco conosciuti, come la cosiddetta “polvere di scimmia” e la “Madonna di Pavia”.

Il caso ha riportato l’attenzione sui catinoni sintetici, una famiglia di sostanze psicoattive prodotte in laboratorio e caratterizzate soprattutto da effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale.

Tra queste rientrano sia l’MDPHP, associato nelle cronache al nome “monkey dust”, sia l’MDPV, conosciuto in alcuni ambienti con il soprannome di “Madonna di Pavia”.

Si tratta però di due molecole diverse e anche i nomi utilizzati nel mercato illegale possono creare confusione: “monkey dust”, ad esempio, non indica sempre una sola sostanza e viene impiegato anche per catinoni differenti.

Indice

  1. Cos’è la “polvere di scimmia” e quali effetti può avere
  2. Cos’è la “Madonna di Pavia”
  3. Cosa c’entrano le droghe sintetiche con l’omicidio di Torino
  4. Quanto è diffusa la monkey dust in Italia

Cos’è la “polvere di scimmia” e quali effetti può avere

La sostanza citata nel caso di Torino è l’MDPHP, abbreviazione di 3,4-metilendiossi-alfa-pirrolidinoesanofenone. Appartiene alla famiglia dei catinoni sintetici, sostanze che agiscono sul sistema nervoso centrale e possono produrre effetti fortemente stimolanti.

L’MDPHP può provocare forte agitazione, paranoia, allucinazioni e alterazioni del comportamento. Sono inoltre possibili complicazioni fisiche, in particolare a livello cardiovascolare. I rischi possono aumentare ulteriormente quando la sostanza viene assunta insieme ad altre droghe o ad alcol.

È proprio il poliabuso uno degli aspetti centrali nella vicenda torinese: secondo quanto ricostruito finora, nell’appartamento sarebbero state consumate più sostanze nell’arco di diversi giorni.

Gli investigatori stanno quindi cercando di ricostruire anche quale ruolo possa aver avuto questo mix sullo stato delle persone presenti.

Cos’è la “Madonna di Pavia”

Tra le sostanze comparse nelle ricostruzioni del caso c’è anche quella indicata come “PV” o “Madonna di Pavia”. Il nome è un’espressione gergale usata per indicare l’MDPV, il metilenediossipirovalerone, un altro catinone sintetico.

Non si tratta quindi della stessa sostanza dell’MDPHP, anche se entrambe appartengono alla stessa grande famiglia di droghe sintetiche.

L’MDPV è uno stimolante noto da anni alle autorità sanitarie. L’Istituto Superiore di Sanità lo include tra i catinoni sintetici comparsi sul mercato delle nuove sostanze psicoattive e segnalati anche in Italia.

Il soprannome “Madonna di Pavia” è nato in ambienti in cui la sostanza veniva indicata in codice e si è diffuso soprattutto in relazione al chemsex, cioè l’uso intenzionale di determinate sostanze durante rapporti sessuali.

Già in passato indagini e sequestri avevano documentato l’utilizzo dell’MDPV in questo tipo di contesti.

Anche l’MDPV può provocare agitazione, allucinazioni, deliri e manie di persecuzione. Proprio per la potenza degli effetti e per l’imprevedibilità legata anche al dosaggio e alle associazioni con altre sostanze, il suo consumo può comportare rischi seri per la salute.

Cosa c’entrano le droghe sintetiche con l’omicidio di Torino

Fabio Colapietro è stato ucciso in un appartamento di Borgo Vittoria, a Torino. Per il caso il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Matheus De Oliveira Morando, Nicole Formichetti e Keith Butig.

Morando è accusato di omicidio, mentre le altre due persone coinvolte devono rispondere, secondo quanto riportato dagli inquirenti, di favoreggiamento e soppressione di cadavere.

Secondo le ricostruzioni emerse finora, nei giorni precedenti e successivi alla morte del 39enne il gruppo avrebbe fatto uso di numerose sostanze. Nelle carte dell’inchiesta viene descritto un contesto segnato da una forte dipendenza e dalla continua ricerca di droga.

La presenza di MDPHP e MDPV, però, non basta da sola a spiegare quanto accaduto. Saranno le indagini, gli accertamenti tossicologici e la ricostruzione giudiziaria a chiarire quale fosse lo stato delle persone coinvolte e se le singole sostanze abbiano avuto un ruolo concreto nella dinamica del delitto.

Quanto è diffusa la monkey dust in Italia

Secondo il Sistema nazionale di allerta precoce, i sequestri di MDPHP sono aumentati tra il 2021 e il 2024. Le intossicazioni hanno raggiunto un picco di 47 casi nel 2023, considerando sia l'assunzione isolata sia quella insieme ad altre droghe.

Uno studio sul mercato italiano segnala anche due decessi associati all'MDPHP. Nel 2024 le intossicazioni hanno registrato un lieve calo rispetto all'anno precedente.

L'MDPHP può sfuggire ai normali test rapidi: per identificarlo con certezza servono analisi tossicologiche specifiche. È una delle ragioni per cui chi lo assume spesso non sa con precisione cosa stia realmente assumendo.

In 17 casi di intossicazione osservati a Firenze tra il 2022 e il 2023, la sostanza è stata individuata proprio grazie ad analisi mirate. In molti di questi pazienti l'MDPHP era presente insieme ad altre droghe, rendendo ancora più complesso distinguere gli effetti della singola molecola.

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