
Sulla terra rossa di Parigi non basta saper colpire forte. A volte diventa una prova di resistenza. Di testa, di gambe, di nervi. Il motivo è semplice: si gioca sulla terra battuta, una superficie che rallenta la palla, allunga gli scambi e rende ogni punto più faticoso.
Non a caso, proprio al Roland Garros di Parigi sono andate in scena alcune delle partite più lunghe nella storia del tennis. La più estrema? Quella tra Fabrice Santoro e Arnaud Clément nel 2004: 6 ore e 33 minuti di gioco, ancora oggi record del torneo.
E la classifica continua ad aggiornarsi.
Nel 2025 la finale tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner è entrata nella storia come la più lunga finale maschile mai giocata al Roland Garros, con 5 ore e 29 minuti. Nel 2026, invece, il match tra Jakub Mensik e Mariano Navone è durato 4 ore e 41 minuti, abbastanza per entrare nella top 10 delle maratone parigine.
Indice
- Santoro-Clément, 2004: 6 ore e 33 minuti
- Giustino-Moutet, 2020: 6 ore e 5 minuti
- Isner-Mathieu, 2012: 5 ore e 41 minuti
- Corretja-Gumy, 1998: 5 ore e 31 minuti
- Alcaraz-Sinner, 2025: 5 ore e 29 minuti
- Sinner-Altmaier, 2023: 5 ore e 26 minuti
- Wawrinka-Tsitsipas, 2019: 5 ore e 9 minuti
- Nadal-Mathieu, 2006: 4 ore e 53 minuti
- Wilander-Vilas, 1982: 4 ore e 42 minuti
- Mensik-Navone, 2026: 4 ore e 41 minuti
1. Santoro-Clément, 2004: 6 ore e 33 minuti
Al primo posto c’è ancora la sfida tutta francese tra Fabrice Santoro e Arnaud Clément, giocata al primo turno del Roland Garros 2004.
Il match durò 6 ore e 33 minuti e si chiuse solo al quinto set, con Santoro vincitore dopo un parziale decisivo finito 16-14. Una partita talmente lunga da diventare un punto di riferimento ogni volta che si parla di resistenza nel tennis.
Oggi una maratona del genere è più difficile da vedere, anche perché negli Slam è stato introdotto il super tie-break nel set decisivo. Ma proprio per questo Santoro-Clément resta una specie di fossile vivente del tennis estremo: una partita di un’altra epoca, quando il quinto set poteva andare avanti quasi senza limiti.
2. Giustino-Moutet, 2020: 6 ore e 5 minuti
Seconda posizione per Lorenzo Giustino contro Corentin Moutet, al primo turno del 2020. Anche qui si parla di un match fuori scala: 6 ore e 5 minuti di gioco, con il quinto set chiuso 18-16 dall’italiano.
Giustino entrò così nella storia del torneo, arrivando a soli 28 minuti dal record assoluto di Santoro-Clément.
3. Isner-Mathieu, 2012: 5 ore e 41 minuti
Quando c’è John Isner in una classifica di match lunghi, non è mai una sorpresa. L’americano, già famoso per la partita infinita contro Mahut a Wimbledon, nel 2012 fu protagonista anche al Roland Garros contro Paul-Henri Mathieu.
La sfida durò 5 ore e 41 minuti e si decise al quinto set. Un dettaglio interessante: Isner era un giocatore che puntava molto sul servizio, ma sulla terra rossa di Parigi anche un’arma del genere non bastava per chiudere rapidamente i conti.
4. Corretja-Gumy, 1998: 5 ore e 31 minuti
Nel 1998 Alex Corretja e Hernán Gumy giocarono una battaglia da 5 ore e 31 minuti. Il punteggio dice già molto: 6-1, 5-7, 6-7, 7-5, 9-7 per lo spagnolo.
Una partita piena di cambi di ritmo e ribaltamenti, in un tennis diverso da quello di oggi ma già capace di chiedere tantissimo dal punto di vista fisico.
5. Alcaraz-Sinner, 2025: 5 ore e 29 minuti
Qui arriviamo a una partita molto più vicina a noi nel tempo: la finale 2025 tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Durata: 5 ore e 29 minuti. Risultato: Alcaraz campione dopo una rimonta da due set sotto, con tre match point annullati nel quarto set.
È stata la finale maschile più lunga nella storia del Roland Garros. E non solo per il cronometro: è stata anche una partita simbolo della nuova rivalità del tennis mondiale, con Sinner e Alcaraz già al centro della scena dopo l’era dei Big Three.
Per Sinner resta il rimpianto di un titolo sfiorato. Per Alcaraz, invece, una vittoria pesantissima: una di quelle che non si ricordano solo per il trofeo, ma per il modo in cui arrivano.
6. Sinner-Altmaier, 2023: 5 ore e 26 minuti
Jannik Sinner compare anche al sesto posto, con la sfida persa contro Daniel Altmaier nel 2023. Il match durò 5 ore e 26 minuti e si concluse al quinto set, dopo una battaglia durissima anche sul piano mentale.
Sinner ebbe anche occasioni per chiuderla, ma Altmaier rimase dentro la partita fino alla fine.
7. Wawrinka-Tsitsipas, 2019: 5 ore e 9 minuti
Nel 2019 Stan Wawrinka e Stefanos Tsitsipas regalarono uno dei match più belli e intensi degli ultimi anni a Parigi. Durata: 5 ore e 9 minuti. Vincitore: Wawrinka, 8-6 al quinto set.
Non fu solo una partita lunga. Fu una partita di qualità altissima, con due giocatori capaci di alternare potenza, variazioni e colpi spettacolari.
8. Nadal-Mathieu, 2006: 4 ore e 53 minuti
Quando si parla di Roland Garros, il nome di Rafael Nadal è inevitabile. Nel 2006, però, anche lui dovette sudare parecchio contro Paul-Henri Mathieu.
Il match durò 4 ore e 53 minuti, una durata enorme soprattutto considerando che Nadal, in quegli anni, stava iniziando a costruire il suo dominio incontrastato sulla terra rossa.
Mathieu riuscì a metterlo in difficoltà, ma non a fermarlo. E questa, in fondo, è stata per anni la storia di Parigi: tanti ci hanno provato, pochissimi sono riusciti davvero a battere Nadal.
9. Wilander-Vilas, 1982: 4 ore e 42 minuti
La finale del 1982 tra Mats Wilander e Guillermo Vilas durò 4 ore e 42 minuti. Per oltre quarant’anni è stata la finale più lunga nella storia del Roland Garros, prima di essere superata da Alcaraz-Sinner nel 2025.
Wilander vinse il suo primo titolo Slam a soli 17 anni, battendo uno dei grandi specialisti della terra battuta.
10. Mensik-Navone, 2026: 4 ore e 41 minuti
La new entry arriva dal Roland Garros 2026: Jakub Mensik contro Mariano Navone, secondo turno. Il ceco ha vinto dopo 4 ore e 41 minuti, chiudendo il quinto set al super tie-break. Subito dopo il match, però, è crollato a terra per i crampi, stremato anche dal caldo di Parigi.
Il dato è importante perché aggiorna la classifica: con quei 4h41, Mensik-Navone supera di poco Djokovic-Cerúndolo 2024, durato 4h39, che nella lista precedente occupava il decimo posto.