rename pokemon

Cosa succede quando decidi di affidare il Pokédex della tua infanzia alla logica apparentemente inspiegabile di un bambino piccolo? Un utente di Reddit (noto sulla piattaforma come u/june1920) ha voluto scoprirlo, lasciando che il proprio figlio di due anni ribattezzasse ogni singola creatura catturata sul celebre gioco mobile Pokémon GO. I risultati, com'era prevedibile, si sono rivelati incredibilmente superiori rispetto alle denominazioni originali ideate da Nintendo.

La fantasia e la percezione del mondo da parte di un bimbo così piccolo riescono a distruggere decenni di lore e nomenclature ufficiali in un secondo, basandosi solo su associazioni visive istantanee o su puri fonemi casuali.

For your mild amusement, I renamed all my Pokemon whatever my 2 year old called them

Indice

  1. Quando la biologia Pokémon incontra la fantasia di un bimbo
  2. Gli animali veri secondo un bimbo di due anni

Quando la biologia Pokémon incontra la fantasia di un bimbo

Per il piccolo, le complesse ispirazioni dietro ai mostriciattoli tascabili non hanno alcun valore. Il leggendario starter di prima generazione, Bulbasaur, è diventato improvvisamente "Swetress", un termine inventato di sana pianta che suona quasi come una formula magica. Di fronte a Meowth, il felino parlante più famoso dell'anime, il bambino ha storpiato il nome in un più convincente "Yeah".

L'aspetto più spassoso dell'esperimento è il modo in cui il bambino ha provato a ricondurre i mostriciattoli alla fauna reale, spesso sbagliando clamorosamente specie:

  • Poliwag (un girino d'acqua) è stato identificato con un incerto "Um a bee!" ("Ehm un'ape!").

  • Venonat (un insetto peloso con gli occhi composti) è diventato "Um um bunny" ("Ehm ehm coniglietto").

  • Drowzee (ispirato al tapiro della mitologia giapponese) si è trasformato semplicemente in "A elephant" ("Il elefante").

Gli animali veri secondo un bimbo di due anni

Quando le sembianze del Pokémon ricordavano effettivamente un animale esistente, il piccolo ha comunque regalato perle di assoluta genialità. Pidgey è stato etichettato come "A chicken" ("Un pollo"), mentre Ekans e Zubat hanno ricevuto definizioni decisamente più letterali, seppur con la tipica grammatica approssimativa dell'infanzia: "An snake" ("Un serpente") e "It's bat" ("È pipistrello"). Perfino le piante hanno subito lo stesso trattamento, con il povero Bellsprout confinato in un dubbioso "Um plants?" ("Ehm piante?").

Questo esperimento ci ricorda che non c'è nulla di più divertente e genuino dello sguardo senza filtri dei bambini, capace di trasformare un'applicazione di successo globale in un personalissimo e spassoso catalogo di animali immaginari.

 

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