
Per la prima volta è in gara al Festival, il musicista, compositore e arrangiatore milanese Paolo Jannacci, figlio del noto cantautore Enzo Jannacci. Già stato più volte sul palco dell’Ariston:” Ci sono stato nel ’98 come direttore di orchestra per papà, nel 2004 come direttore di orchestra per Pacifico, nel 2014 nella Giuria di qualità, nel 2019 come ospite di Enrico Nigiotti” racconta. “Come cantante in gara è un’altra cosa, c’è un altro tipo di attenzione. Ma io sono uno dal profilo basso: entro ed esco dal teatro e non se ne accorge nessuno!”.
Ecco il testo dell’inedito e tutte le curiosità sulla sua partecipazione a Sanremo.
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Sanremo 2020, Paolo Jannacci "Voglio parlarti adesso": testo e significato
Il suo brano:” Stilisticamente è una ballata moderna, nell’arrangiamento ha un’orchestrazione ricca, ma in certi punti essenziale. Il tema è il rapporto tra un padre e una figlia e tutto quello che il papà pensa che possa succedere nella vita di questa bimba che cresce. Anche io ho una figlia, Allegra, quando abbiamo scritto il brano aveva sei anni”.
Ecco il testo della canzone.
Là fuori c’è la guerra e dormi
Ma qui ci penso io a te
Vorrei che non tremassi come me
Ho visto piangere un gigante
Figurati se non piango io
Che sono nato adesso amore mio
Confesso che non so, non so
Come si può, afferrare il vento
E il tempo che non ti do, è tempo perso
Voglio parlarti adesso
Solo per dirti che
Nessuno può da questo cielo in giù volerti bene più di me
Voglio parlarti adesso
Prima che un giorno il mondo porti via
I tuoi sorrisi grandi i giochi tra le porte
E quell’idea che tu resti un po’ mia
Non sarò mai pronto a dirti sì
Ma quando vai sai che mi trovi qui
E quando il modo di aiutarti
Sarà non aiutarti più
Sorridi in faccia all’odio e manda giù
Potrei svegliarti poi ma poi non so, se poi, sarà lo stesso
Ora è sempre il mio miglior momento
Voglio parlarti adesso
Solo per dirti che
Nessuno può da questo cielo in giù volerti bene più di me
Voglio parlarti adesso
Prima che un giorno il mondo porti via
I tuoi sorrisi grandi i giochi tra le porte
E quell’idea che tu resti un po’ mia
Non sarò mai pronto a dirti sì
Ma quando vai sai che mi trovi qui
Le stelle appese poi cadranno giù
E un giorno ci diremo addio
Ma se una notte sentirai carezze sarò io...
Voglio parlarti adesso
Prima che un bel tramonto porti via
Le corse senza fine, addormentarsi insieme
E quell’idea che tu resti un po’ mia
Non sarò mai pronto a dirti sì
Ma tuo padre sarà sempre qui
Si è fatto tardi... adesso dormi
Paolo Jannacci: problemi con la memoria
Gran parte della preparazione di Jannacci per il Festival è "esercitare la memoria”:” La mia memoria è inesistente e la cosa che mi spaventa di più è proprio non ricordarmi il testo. Il gobbo c’è ma… devi leggerlo e poi cantarlo: è un attimo che perdi la riga e sei già arrivato alla parola successiva”.
Un’esperienza, quella di Sanremo, che “Andrà a completare un percorso artistico”, il quale, si augura, sia il più lungo possibile.